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Quarant’anni fa l’uccisione di Moro

Il 16 marzo del 1978 un commando delle Brigate Rosse rapisce Aldo Moro, che dal luglio del 1976 è presidente della Dc, partito che, a partire dallo stesso anno guida in Italia un governo di...

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Il 16 marzo del 1978 un commando delle Brigate Rosse rapisce Aldo Moro, che dal luglio del 1976 è presidente della Dc, partito che, a partire dallo stesso anno guida in Italia un governo di solidarietà nazionale sostenuto dall’esterno da tutti i partiti dell’arco costituzionale, che si astengono. Nell’agguato di via Fani vengono uccisi tutti gli uomini della scorta. Moro si stava recando in Parlamento, dove avrebbe votato la fiducia al primo governo con il sostegno dei comunisti. Durante i giorni della prigionia neppure i servizi segreti americani riescono a trovare il rifugio dove è nascosto Moro. Si apre un dibattito drammatico, fra coloro che sostengo la necessità di trattare con le Br e coloro che rifiutano di scendere a compromessi. Lo Stato non tratta e il 9 maggio 1978 il cadavere del presidente della Dc viene ritrovato dentro il bagagliaio di una Renault 4 a Roma, in via Michelangelo Caetani. Negli anni successivi sul caso Moro furono svolti cinque processi. Ma ancora molti interrogativi rimangono da chiarire.

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