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Reggio Emilia, vestito da prete urla in latino durante la messa in basilica: la polizia lo fa ricoverare

Ambra Prati
Reggio Emilia, vestito da prete urla in latino durante la messa in basilica: la polizia lo fa ricoverare

Incomprensibili preghiere in latino urlate fra i fedeli da un 51enne vestito da prete, ben curato e pare di discrete possibilità economiche, durante la messa a San Prospero. Al termine del rito la polizia lo preleva e lo fa ricoverare

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REGGIO EMILIA. Vestito da sacerdote, ha fatto irruzione nella messa della domenica pomeriggio nella Basilica di San Prospero, disturbando un centinaio di fedeli presenti, sbraitando e recitando ad alta voce preghiere in latino.

È stata una cerimonia movimentata quella avvenuta nella centralissima chiesa domenica scorsa, conclusa con i poliziotti che prelevavano lo sconosciuto con problemi psichiatrici, poi sottoposto ad un ricovero obbligatorio. Al di là dell’episodio di cronaca, resta il mistero di un 51enne vestito in clergyman, ben curato e pare di discrete possibilità economiche, alloggiato in un albergo di livello del centro storico, inglese ma con documenti francesi, finito chissà per quali strade tortuose nella nostra città.

La questura ha avviato gli accertamenti – che non saranno brevi – per escludere che l’uomo, ora ricoverato, non sia scomparso o ricercato dai familiari.

La “piazzata” è andata in scena alle 18 in San Prospero, durante la sempre affollata messa. All’improvviso il rito è stato interrotto dalle urla di un uomo che indossava abiti sacerdotali (giacca e pantaloni, pettorale grigio e collarino bianco): in mezzo alla folla, ha cominciato a gridare e a declamare in latinorum. L’uomo è stato avvicinato e invitato di non disturbare, ma ha continuato a comportarsi come un esagitato, finché don Daniele Casini, parroco di San Prospero, ha allertato il 113.

I poliziotti hanno agito con tatto; hanno atteso che si concludesse la messa e solo alle 18.55 sono entrati in azione, accompagnando l’uomo, incoerente e disorientato, nel reparto di Diagnosi e Cura.

«Quel signore ha creato disturbo per l’intero pomeriggio ed è stato invitato ad uscire, cosa che ha fatto, più di una volta – spiega don Daniele –. Quando è rientrato urlando, era consapevole che era in corso la messa, non si è comportato da fedele».

In realtà la prima apparizione dell’uomo in San Prospero risale a diversi giorni fa. «Si è presentato dichiarando di essere inglese, di dormire in hotel, di non conoscere nessuno qui: cercava accoglienza in una comunità – spiega con Daniele –. L’impressione immediata è che fosse una persona solitaria con problemi psichici: si capiva che aveva idee bizzarre, un po’ sbandato. Ma non lo abbiamo certo respinto e finora era stato rispettoso».

Da dove viene? Perché il clergyman? «Non lo sappiamo, non conosciamo la sua storia personale – spiega don Daniele –. Parlava un francese incomprensibile e la lingua non ha consentito un dialogo approfondito. Di certo non è un barbone, non è trasandato, anzi è ben curato, e ha avuto un’educazione religiosa».

I medici del Diagnosi e Cura, che stanno valutando il paziente, hanno confermato la patologia psichiatrica. Mentre dalle verifiche della polizia, quanto ha dichiarato il 51enne corrisponde a verità: nato a Swindon (sud-ovest dell’Inghilterra), con passaporto inglese, nella camera d’albergo sono stati rinvenuti documenti in francese. La questura ha contattato le autorità consolari segnalando l’accaduto, per controllare che a carico di quel nominativo non ci siano pendenze penali.
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