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«Su di me attacchi ingiusti dagli avvocati di Aemilia»

«Su di me attacchi ingiusti dagli avvocati di Aemilia»

L’assessore regionale Mezzetti risponde dopo il nuovo affondo di Miraglia «Ribadisco: processo in bilico ma nessuna pressione, solo diritto di espressione»

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REGGIO EMILIA. La bolla come «pretestuosa ed inutile polemica» ma essendo «ancora una volta da parte di un avvocato difensore di due presunti ’ndranghetisti nel processo Aemilia», l’assessore regionale alle Legalità Massimo Mezzetti ritorna sul tema «per dovere di chiarezza».

L’ultimo affondo è dell’avvocato Pasqualino Miraglia, che ha parlato in udienza di pressioni dopo le dichiarazioni dell’assessore. Tutto parte dai giudici del processo Aemilia che hanno tirato dritto per alcune udienze nonostante gli avvocati volessero scioperare contro la riforma della giustizia. Ora, tutte le udienze celebrate da quel giorno, nel maggio 2017 in poi, potrebbero essere nulle, «con la conseguenza di dover rifare un anno di processo e la possibilità che i detenuti vengano scarcerati prima della sentenza», riporta Mezzetti ieri in un lungo intervento dopo quello precedente seguito all’interrogazione in Assemblea Legislativa da parte del Pd, che chiedeva quali iniziative intenda prendere la Giunta regionale al riguardo. «La questione rappresenta un terreno complicato e delicato, perché si mette in discussione il diritto alla difesa che è sacrosanto, così come è sacrosanto il diritto allo sciopero – aveva già detto Mezzetti in quell’occasione –. Però bisogna capire dov’è il confine e dove finisce il diritto alla difesa e il diritto di sciopero e dove inizia l’uso strumentale di questi se fossero evocati per stravolgere l’esito di un processo importante e quindi, la dico provocatoriamente, dove finirebbe il diritto alla difesa e dove inizierebbe la complicità in quest’ultimo caso», palesando la speranza che non venisse buttato alle ortiche un anno di udienze. Dichiarazione ancora più articolata in origine e che, riportata sinteticamente dalle agenzie, aveva «scatenato nei miei confronti un duro attacco dei penalisti, modenesi e non, che hanno affermato in un loro comunicato “si ponga un freno al giustizialismo dilagante e alle aggressioni agli avvocati, la politica non deve fare pressioni sulla Giustizia... Simile posizione appare l’evidente frutto di una visione alterata dei più importanti diritti di libertà dei difensori». Ora, dice Mezzetti, «a seguire sono volate parole grosse da parte dell’avvocato Pecorella (sì, proprio lui, l’autore delle norme ad personam quando all’epoca ricopriva l’incarico di ministro della Giustizia nel governo Berlusconi), difensore di uno degli imputati al processo Aemilia. In ultimo si è aggregato il neo consigliere regionale Andrea Galli che chiede la mia testa (politica, s’intende). Ora, a parte che chi mi conosce sa che sono uno dei più “garantisti” tra le fila della sinistra – cosa che mi è costata spesso polemiche e critiche –, quello che mi colpisce è la mancanza di onestà intellettuale e di correttezza di tutti costoro nel non essersi presi la briga di andare a cercare il testo integrale della mia dichiarazione e forse comprenderne meglio l’articolazione e la problematicità che essa poneva nel rispetto dei diritti che vengono evocati nelle loro dichiarazioni». Quindi, «esiste il diritto alla difesa ma esiste anche, ancora più importante, il diritto costituzionale alla libertà di espressione e questo non me lo lascio negare da nessuno, figuriamoci da un ordine professionale».



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