Anche l’incubo del “quizzone” è passato
Ieri è stata la volta della terza prova. Al liceo Ariosto le maggiori lamentele riguardano il poco tempo a disposizione
REGGIO EMILIA. I maturandi reggiani hanno affrontato la temutissima terza prova, l’ultimo dei tre scritti dell’esame di Stato che, a differenza dei due precedenti, non è preparato dal Ministero dell’Istruzione ma dalle singole commissioni d’esame e che dal prossimo anno scomparirà, come previsto dai decreti voluti nel 2017 dal governo Renzi con la “Buona scuola Bis”. Tipologia, durata e discipline del “quizzone” variano da scuola a scuola e da classe a classe, essendo decise sulla base del programma svolto dai ragazzi nel corso del quinto anno. Siamo stati al polo di via Makallè per sapere quanto effettivamente l’ultimo scritto sia stato drammatico per i ragazzi.
Per Anastasiya Slobodyan, studentessa del liceo linguistico Matilde di Canossa, è stato tosto: «In generale è stato molto più difficile di quanto ci aspettassimo, ci sono state fatte domande inaspettate, per esempio i quesiti di scienze hanno messo in crisi tutta la classe. Ho cercato di scrivere qualcosa per non consegnare in bianco. Francese, tedesco e storia dell’arte invece sono andati abbastanza bene». Elena Giovannini, sempre del Canossa linguistico, è sollevata e amareggiata allo stesso tempo: «Ho appena finito la terza prova... finalmente. Però ci hanno cambiato una materia all’ultimo e abbiamo fatto quello che potevamo. Dovevamo avere storia e invece abbiamo avuto francese. Poi avevamo tedesco, scienze e filosofia». E dopo la maturità? «Vorrei fare Lingue e Letterature straniere all’Università di Bologna, sempre che passi il test».
All’Istituto Secchi esce alle 11 Niccolò Paparo che ha frequentato le serali: «È andata bene, ci ho messo appena due ore. Sono molto preoccupato per l’orale invece perché a parlare si fa sempre più fatica, poi sono uno di quelli che deve carburare prima di partire, per fortuna sarò l’ultimo...»
All’Istituto Nobili escono in gruppo alcuni ragazzi dell’indirizzo elettronica ed elettrotecnica. Andrea Comastri è ottimista: «Abbiamo avuto matematica, inglese, elettronica e automazione, quest’ultima forse un po’ più difficile, ma con una preparazione adeguata era fattibile, anche le altre penso di essere riuscito a farle bene». Anche Gabriele Incerti Vezzani è tranquillo: «Prova normale, fattibile. Ho impiegato due ore su tre per svolgere il compito. E non sono preoccupato più di tanto per gli orali». Gli fa eco l’amico Manuele Menozzi: «Fattibile anche se impianti ed elettronica erano abbastanza tosti. Agli orali sarà più difficile perché ci saranno molte più materie ma secondo me con un po’ di studio è fattibilissimo».
Poco dopo escono le ragazze dell’indirizzo moda, sempre del Nobili. Anche per loro la terza prova era strutturata secondo la tipologia B+C, ossia per ogni materia erano previsti tre quesiti a risposta singola e tre quesiti chiusi a risposta multipla. «Eravamo preparati per queste prove – riferisce Nicole Bardelli – e spero sia andata bene perché ho fatto davvero il meglio che potevo». Anche Tania Zilocchi ha finito in poco più di due ore: «Ho lasciato qualcosina però penso sia andata abbastanza bene. Fortunatamente non abbiamo avuto matematica quindi ero proprio rilassatissima». Secondo Kaur Lovepreet la cosa difficile era capire esattamente le domande: «Un compito strano perché capire le domande non era per niente automatico. Per modellistica, che era la materia di indirizzo, dovevamo applicare le nostre conoscenze di questi cinque anni. Non erano quindi semplicemente domande teoriche». «È stata un po’ difficile però è andata – riferisce infine Jessica Beccari – l’ho anche conclusa in un tempo minore di quello stabilito. Le quattro materie erano matematica, modellistica, inglese e tecnologia tessile. Tecnologia tessile era la più difficile».
Più tosta la prova al liceo classico Ariosto, dove gli studenti hanno avuto non poche difficoltà, specialmente per il poco tempo (a differenza degli studenti del polo, per i classicisti tre ore erano poche) e per la diversa tipologia: in particolare la A, che prevede la trattazione sintetica dei quesiti, e dove è richiesto agli studenti di formulare una risposta ben articolata di 20-30 righe su un argomento molto vasto. In piazzetta Pignedoli abbiamo intervistato alcuni ragazzi della V A. Tra questi c’era anche il rappresentante d’Istituto, Giovanni Delrio: «Non è stato semplice e il tempo è sempre poco però per le materie ci eravamo abbastanza preparati. Per quanto riguarda l’orale sono abbastanza tranquillo perché avendolo il 9 luglio ho ancora un po’ di tempo per ripassare. Per il futuro non so ancora bene cosa farò, sono tra gli indecisi». Non è indecisa invece Maria Cecilia Buonocunto, che contemporaneamente alla maturità ha studiato per il test di design a Milano, dove vorrebbe frequentare il Politecnico, ma aspetta ancora i risultati. In merito alla terza prova, conferma l’opinione del compagno: «È stata abbastanza impegnativa. Il problema sono le tre ore che sono poche quindi è abbastanza intenso però spero vada bene quello che ho scritto». Decisamente sollevata è Matilde Rigon: «È andata meglio di come mi aspettassi. Per gli orali sono messa abbastanza bene col ripasso quindi sono contenta e dopo proverò il test per medicina». «Poteva andare meglio – dice Francesca Munari –. Ho avuto la brutta idea di partire con matematica che è una materia che mi mette un po’ in crisi quindi sono andata un po’ nel pallone, spero di esserci saltata fuori nelle altre materie. In generale bene, ma non benissimo. Poco il tempo, tre ore sembrano tante ma alla fine ti ritrovi con dei tempi molto stretti. Per gli orali non sono tanto preoccupata perché sono materie che abbiamo studiato durante l’anno quindi sarà solo un ripasso, mi preoccupa di più l’esito di questa terza prova». Soddisfatto invece Luca Bertani: «Sicuramente una prova impegnativa anche per una questione di tempo e di organizzazione degli argomenti, perché erano quattro domande molo ampie che richiedevano una buona capacità di sintesi però in generale sono soddisfatto, soprattutto dopo la seconda prova di greco che non è andata proprio benissimo, per questa sono fiducioso. Le materie erano quelle che ci aspettavamo, non ci sono state sorprese. Dopo la maturità andrò a fare Giurisprudenza a Trento: so già di avere passato il test, quindi son tranquillo». Infine Francesca Nizzoli: «È andata bene, sono contenta più o meno riguardo a tutto, le domande erano interessanti, anche se le tematiche erano ampie e difficili. In generale bisognava aver studiato tanto. Per l’orale non so cosa devo aspettarmi, speriamo bene. In tesina porterò il ruolo della donna: tematica attuale, moderna ma con radici antiche dato che faccio il classico. Poi farò Giurisprudenza a Milano, alla Statale».
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