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Botte ai familiari, ma è infermo di mente

di Tiziano Soresina
Botte ai familiari, ma è infermo di mente

Novellara: prosciolto il 31enne che picchiò il padre e morsicò il fratello. Il difensore: «È in comunità e lavora per ritrovarsi»

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NOVELLARA. Nel giro di pochi mesi aveva pestato brutalmente il padre e morsicato il fratello ad una mano per poi avventarsi con un tubo di ferro su una macchina dell’entourage familiare.

Un’esplosione di violenza che aveva portato all’arresto di quest’uomo ora 31enne – disoccupato da tempo e residente a Guastalla – di cui non forniamo le generalità per tutelare la privacy della famiglia, dilaniata da questa delicata vicenda.

Ne torniamo a parlare perché da allora sono accadute tante cose, non solo sul piano giudiziario. «Leggendo le carte, avevo percepito che le difficoltà del mio assistito erano di lunga data – spiega alla Gazzetta l’avvocato difensore Raffaella Pellini – con il disagio che risultava legato al contesto familiare. Aveva già affrontato un percorso al Centro di salute mentale di Guastalla, ne erano stati evidenziati i disturbi psichici che si erano andati a sommare ad altre problematiche emerse in tenerà età. Un quadro che mi ha spinto a chiedere, in udienza, una perizia psichiatrica». E l’infermità di mente del 31enne è stata poi “certificata” dal perito nominato dal tribunale: lo psichiatra forense Giuseppe Cupello ha evidenziato, nella sua relazione, un disturbo della personalità che ha poi spinto il giudice Sarah Iusto a prosciogliere l’imputato perché incapace d’intendere e di volere al momento del fatto. Caduta anche la pericolosità sociale, da qui la revoca della misura restrittiva del divieto di avvicinamento alla madre e al fratello che risiedono a Novellara.

Parallelamente il 31enne sta facendo passi importanti per ritrovare un equilibrio: segue le terapie, dal novembre dell’anno scorso vive in una comunità bolognese e lavora con risultati positivi in provincia di Ferrara. «Sarà un iter ancora lungo – aggiunge il difensore – ma l’obiettivo è renderlo autonomo. Mi soddisfa il fatto d’aver imboccato la strada giusta, dopo aver analizzato i documenti raccolti».

Agli atti, rimangono, il pestaggio del padre (nell’ottobre 2016) colpevole di dormire mentre lui aveva dei dolori lancinanti ai denti, successivamente nel giugno 2017 l’accanirsi con il fratello responsabile di non aiutarlo economicamente. Per questo motivo al culmine di una lite aveva morsicato alla mano il fratello per poi nel pomeriggio tornare alla carica con un tubo di ferro per distruggere l’auto della ragazza del fratello. E questi non erano stati i primi episodi di persecuzione nei confronti del fratello: aveva, sempre l’anno scorso, danneggiato l’auto del familiare e non più tardi di due giorni dopo aveva aperto un account Facebook con l’immagine del profilo riportante una faccia tumefatta con su scritto «Ciao fratellino, buona mutazione». Un clima violento, insopportabile, arginato a più riprese dai carabinieri.

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