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convalida dell’arresto 

Droga al fratello in carcere il gip lo libera e il pm impugna

Droga al fratello in carcere il gip lo libera e il pm impugna

REGGIO EMILIA. Si è tenuta ieri mattina l’udienza di convalida riguardante il marocchino clandestino 47enne Hicham Brahimi che ha cercato di introdurre hascisc – nascondendolo nelle cuciture dei...

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REGGIO EMILIA. Si è tenuta ieri mattina l’udienza di convalida riguardante il marocchino clandestino 47enne Hicham Brahimi che ha cercato di introdurre hascisc – nascondendolo nelle cuciture dei pantaloncini – all’interno del carcere della Pulce dove è ristretto il fratello, inoltre nella perquisizione a casa del nordafricano sono stati trovati altri 110 grammi di “fumo” (un panetto) e un bilancino di precisione. Un “passaggio” giudiziario, quindi, piuttosto delicato, in cui Brahimi ha detto di aver comprato il bilancino di recente da un vicino di casa, mentre l’etto di hascisc se l’è procurato per uso personale, con i soldi che guadagna lavorando in nero. Non gli è stato chiesto nulla sull’introduzione in carcere di poco meno di un grammo di hascisc – è un’aggravante – in quanto il gip Giovanni ritiene il fatto dimostrato. Il pm Maria Rita Pantani ha chiesto la misura cautelare in carcere per il 47enne, a cui si è opposto l’avvocato difensore Federico Bertani: «È ipotizzabile in questo caso una pena sotto i limiti dei 4 anni di reclusione e per legge non è, quindi, applicabile il carcere». Il legale ha così chiesto una misura più soft, cioè gli arresti domiciliari a casa della sorella.

Il giudice non ha ritenuto credibili le spiegazioni date da Brahimi, ritenendo però plausibile il calcolo di pena prevedibile prospettato dalla difesa, concedendo gli arresti domiciliari con il divieto di comunicare con terze persone. «Un bisogno cautelare – scrive il gip Ghini nell’ordinanza – in effetti esiste: se Brahimi Hicham si dedica al commercio degli stupefacenti, lo fa perché le altre risorse sue – e, si può aggiungere, della famiglia, la moglie essendo disoccupata – non bastano. Il pericolo di recidiva si presenta ben concreto e attuale». Una decisione non condivisa dal pm Pantani che intende impugnare il provvedimento. (t.s.)

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