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È morto Gianfranco Andreoli l’arte naive nel suo destino

È morto Gianfranco Andreoli l’arte naive nel suo destino

GUASTALLA. La casa guastallese dei naif è da ieri un po’ più vuota.Ne parliamo a funerali avvenuti, rispettando la discrezione che ha contrassegnato tutta l’esistenza di Gianfranco Andreoli, 84 anni,...

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GUASTALLA. La casa guastallese dei naif è da ieri un po’ più vuota.

Ne parliamo a funerali avvenuti, rispettando la discrezione che ha contrassegnato tutta l’esistenza di Gianfranco Andreoli, 84 anni, vero amante dell’arte candida che ha “respirato” a pieni polmoni, specie negli anni Sessanta e Settanta quando nella Bassa si toccò con mano un vero boom. Gianfranco lavorava come artigiano, però pennelli e colori nella sua bella casa della “Piasola” non mancavano mai. Il padre Amedeo aveva entusiasticamente abbracciato il naifismo, poi il destino porterà fra quelle quattro mura un vero talento come Franca Restelli, la pittrice della luce. Gianfranco e Franca si conobbero nel 1952 in una sala da ballo e fu colpo di fulmine. Cinque anni dopo il matrimonio. Sarà l’inizio di mostre, di partecipazione a concorsi, di tour lungo la penisola facendo conoscere l’arte naive attraverso i murales. E Gianfranco ha sempre sostenuto l’attività sia del padre che della moglie: due generi diversi quelli proposti, ma identico l’amore per la creatività, il bello, la serenità che si sposa con le tinte sgargianti. Franca però morirà troppo presto. «Dipingeva istintivamente con sensibilità e candida purezza d’animo e con inconfondibile gentilezza poetica, dal tocco del tutto personale». Gianfranco la ricordava così, portandola sempre nel cuore. Ora spetta ai figli Giorgio e Cinzia custodire questo armonioso lascito naif. (t.s.)



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