La nuova Rei chiude a quota un milione
Dopo i buchi, le perdite e la liquidazione, la fondazione creata nel 2017 si apre a nuovi progetti a favore delle imprese
REGGIO EMILIA. Si temeva che Reggio Emilia Innovazione facesse la fine ingloriosa di Reggio Fiere. Invece rinasce a nuova vita dopo le traversie che, sotto la presidenza di Aimone Storchi, l'avevano portata a chiudere il bilancio 2014 con un buco di 334mila euro e quello successivo con una perdita ancora più pesante, di circa 350mila. La crisi economica generale protrattasi per un decennio aveva contribuito a limitare l'attività di trasferimento tecnologico a favore delle imprese, attuato essenzialmente tramite i laboratori di via Sicilia che attestano la qualità dei prodotti industriali. La ripresa ha ridato fiducia ai principali soci storici, Unindustria e Camera di Commercio, e ne ha attirati dei nuovi, Stu Reggiane e Iren rinnovabili. Gli uni e gli altri hanno creato nel luglio 2017 la nuova Rei, i cui primi rendiconti sono confortanti.
La fondazione Rei ha chiuso il consuntivo annuale con un totale di ricavi e contributi pari a 305mila euro e un risultato netto di 11mila (3,6%). La srl Rei Lab ha contabilizzato in cinque mesi ricavi per 753mila euro e un risultato netto di 65mila (8,7%). Sommandoli, si arriva a un milione di ricavi.
È toccato ai principali attori della metamorfosi sottolinearne l'esito positivo nel quadro del bilancio dell'attività del 2017 e dei progetti di sviluppo della Rei illustrati ieri nella sede di Unindustria.
Mauro Severi, il presidente di Unindustria che s'appresta a cedere lo scettro al successore designato Fabio Storchi, ha confermato il grande interesse della sua associazione per questo motore di sviluppo qualitativo a cui collaborano le principali forze pubbliche e private, rendendo un servizio prezioso alle imprese reggiane e contribuendo alla crescita di tutta l'area vasta emiliana. «I problemi del passato – ha detto il sindaco Luca Vecchi – sono risolti. La capacità di resilienza del nostro territorio ha posto le condizioni della ripartenza della Rei». Stefano Landi, presidente della Camera di Commercio e primo presidente di Rei, ne ha evidenziato la funzione di stimolare ulteriormente l'imprenditoria reggiana, che negli ultimi due anni s'è risollevata aumentando sensibilmente le esportazioni. Luca Torri, amministratore delegato di Stu Reggiane, ha inquadrato Rei nel progetto del parco dell'innovazione che sta prendendo forma nei capannoni delle Officine. La fondazione vi ha già trasferito la sede. Il laboratorio vi si collocherà in seguito, data la difficoltà del trasloco da via Sicilia. Carlo Pasini, ad di Studio Alfa (Gruppo Iren), ha indicato l'obiettivo di aumentare gli investimenti, gli ammortamenti del capitale e le risorse umane. Dalla relazione di Guido Prati, presidente di Rei e Rei Lab, sono emersi i dati salienti. La fondazione Rei controlla il 40% di Rei Lab, mentre il 60% appartiene a Unindustria. Il cda della fondazione, già insediato, comprende Paolo Bonaretti, designato da Iren Rinnovabili, Maurizio Brevini per Unindustria, Elisabetta Ghidoni per la Camera di Commercio e Piera Magnatti per la Stu. Del consiglio di Rei Lab fanno parte oltre a Brevini, Giovanni Roveda direttore generale di Unindustria, l'imprenditrice Elisabetta Ghidoni designata dalla fondazione e Carlo Pasini.
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