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La “tariffazione puntuale” entra in vigore nell’autunno 2019

La “tariffazione puntuale” entra in vigore nell’autunno 2019

REGGIO EMILIA. Quanto più indifferenziato butto, tanto più pago. Ma se sono bravo a differenziare, faccio bene all’ambiente e potrei pagare di meno. È questa la logica della tariffazione puntuale, un...

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REGGIO EMILIA. Quanto più indifferenziato butto, tanto più pago. Ma se sono bravo a differenziare, faccio bene all’ambiente e potrei pagare di meno. È questa la logica della tariffazione puntuale, un sistema per la gestione dei rifiuti previsto dalla legge regionale 16 del 2015, la prima in Italia sull’economia circolare. Un sistema che entrerà in vigore a Reggio Emilia nel 2019 «quando tutti i 171mila residenti – ci spiega l’assessore Mirko Tutino – avranno i bidoncini della differenziata dotati di chip per il rilievo degli svuotamenti». «In questo mometo – precisa Tutino – mancano all’appello i circa 10mila residenti del centro storico oltre ad alcuni cittadini del forese. Una volta arrivati al 100% della copertura, pensiamo dopo l’estate, ci vorrà più o meno un anno di rodaggio e poi si partirà, presumibilmente nell’autunno del 2019».

In pratica la tariffazione puntuale prevede di associare la singola utenza al rifiuto indifferenziato che produce e di misurarlo puntualmente introducendo una tariffa in parte calcolata in base alla reale produzione di rifiuto conferito dal cittadino. Una misura orientata a una maggiore equità in cui non si paga più solo sulla base dei metri quadri dell’abitazione o dell’ufficio e del numero dei componenti della famiglia. L’obiettivo è responsabilizzare i cittadini: chi differenzia risparmia, chi inquina paga.

Ad oggi in Emilia-Romagna vengono misurati puntualmente i rifiuti in 48 comuni (circa il 14%). L’obiettivo per il 2020 è implementare il sistema sull’intero territorio regionale. Con 21 comuni coinvolti, la provincia di Ferrara è quella in cui maggiormente si pratica la tariffazione puntuale. Seguono Parma con 21 comuni (incluso il capoluogo), Modena (8), Piacenza (2), Bologna e Rimini (1). Nei territori che la stanno attuando, la percentuale di raccolta differenziata è nettamente superiore alla media regionale, con valori attorno al 79% e percentuali massime fino al 94%.

Con i suoi 190mila abitanti, Parma è, per ampiezza demografica, il comune più grande d’Italia ad applicare la tariffazione puntuale. Introdotta a luglio 2015, in pochi mesi ha permesso di raggiungere il 74% di raccolta differenziata. Ma quanto si può risparmiare di preciso? La simulazione, fatta dalla Regione, prende in considerazione una famiglia di 3 persone che vive a Parma in un appartamento di 100 metri quadri: con il vecchio metodo presuntivo pagava 262 euro annui, ora con la tariffazione puntuale e 24 vuotamenti annui (2 al mese) ne paga 244: più vuotamenti si fanno, più alta è la bolletta.

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