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Legalità, una Consulta contro le mafie

Legalità, una Consulta contro le mafie

Il nuovo organismo promosso da Comune e Provincia. I compiti: iniziative di prevenzione, analisi degli atti di Aemilia

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REGGIO EMILIA. In arrivo una nuova “arma” contro la mafia.

Venerdì – alle ore 9.30, nella Sala del Tricolore – verrà infatti sottoscritto il documento per la costituzione della Consulta permanente per la legalità, nuovo organismo promosso da Comune e Provincia di Reggio Emilia quale sede permanente di confronto sui temi del contrasto alla criminalità organizzata e della promozione alla cultura della legalità.

CERIMONIA. La Consulta costituirà il nuovo soggetto preposto a supportare, con attività consultive, conoscitive e propositive, le politiche territoriali finalizzate alla prevenzione del crimine organizzato e della corruzione, nonché alla promozione della cultura della legalità e della cittadinanza responsabile.

Alla cerimonia interverranno il sindaco di Reggio Emilia (Luca Vecchi), il presidente della Provincia (Giammaria Manghi), il vice segretario della Camera di commercio di Reggio Emilia (Francesco Tumbiolo) e il responsabile dell’area Sicurezza urbana e legalità della Regione Emilia-Romagna (Gian Guido Nobili).

La Consulta nasce dalla volontà di non disperdere il patrimonio di conoscenza e consapevolezza maturato a seguito delle indagini e del maxiprocesso Aemilia, considerando che questo complesso procedimento ha portato alla luce significativi elementi e strumenti di lettura sulla storia del nostro territorio, della sua economia e della sua capacità di rispondere o di farsi piuttosto attraversare da fenomeni quali le infiltrazioni di stampo mafioso.

La Consulta si occuperà della messa a sistema delle informazioni derivanti dagli atti processuali e della redazione di documenti di sintesi sul processo Aemilia che si sta lentamente instradando verso la storica sentenza; della condivisione (attraverso l’uso dei social media, della comunicazione web e informatica) delle attività promosse dagli enti della Consulta su temi quali la lotta all’infiltrazione mafiosa, la promozione della legalità, la diffusione di buone pratiche in tema di trasparenza amministrativa e vigilanza.

Tra i compiti anche l’analisi di proposte e confronto con i soggetti operanti nel mondo economico e della produzione e lavoro in merito a procedure, protocolli e iniziative sul tema; e la promozione di azioni in materia di beni sequestrati e confiscati.

I PROMOTORI. Gli enti promotori dell’iniziativa sono 24. Oltre a Comune e Provincia di Reggio Emilia, ne fanno parte le Unioni dei Comuni Bassa reggiana, Colline matildiche, Terre di mezzo, Tresinaro Secchia, Val d’Enza, Pianura reggiana e Unione montana dei Comuni dell’Appennino reggiano, Camera di Commercio di Reggio Emilia, le associazioni di categoria, i sindacati e il Forum del Terzo settore. Invitati permanenti, le forze dell’ordine e gli enti/istituzioni del territorio impegnati sui temi dell’antimafia e della promozione della legalità.

GLI ESPERTI. La consulta sarà supportata da un comitato scientifico composto da professionisti esperti in materia di criminalità organizzata, infiltrazioni mafiose sul territorio emiliano-romagnolo e gestione dei beni confiscati.

Fra questi Stefania Pellegrini (professore associato di Sociologia del diritto e del corso “Mafie e antimafia” all’Università di Bologna) ed Enzo Ciconte, studioso dei fenomeni di infiltrazioni mafiose al nord, consulente per la Commissione parlamentare antimafia.



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