Chiuso il processo politico il Pd ha ritirato la querela
Gattatico: la decisione dopo 3 udienze su una lettera pubblicata dall’opposizione Il segretario Morini si diceva diffamato. Sarti (La Fontana): «Una risposta ai dem»
GATTATICO. Era da tempo uscita dai “radar” – in tribunale a Reggio Emilia – l’aspra contesa politica esplosa nell’estate 2014 a Gattatico e che l’anno scorso ha dato vita a tre udienze piuttosto tese.
Stiamo parlando dell’accusa di diffamazione a mezzo stampa nei confronti dell'ingegner Giampaolo Sarti, direttore responsabile del giornalino dell'associazione culturale "La Fontana" che nel numero dell'agosto 2014 pubblicò una lettera non firmata. Ma il contenuto di quella lettera anonima era stato ritenuto diffamatorio da Ermanno Morini – imprenditore nel campo del riciclo dei rifiuti e segretario in loco del Partito democratico – che prima aveva presentato una querela e poi si era costituito parte civile nel processo avviatosi nel febbraio 2017. Da quanto emerge ora, il procedimento ha avuto tre “tappe” (sentite in aula diverse persone). Ma subito dopo l’udienza in cui – a fine 2017 – hanno deposto i testimoni citati dall’imputato e contestualmente la difesa (cioè l’avvocato Stefania Martino) ha depositato una serie di documenti (in cui viene indicato come la lettera “incriminata” fosse la risposta ad un articolo uscito in precedenza sul periodico del Pd di Gattatico e firmato dal padre di Morini), è arrivato il colpo di scena. Una svolta che ha chiuso il procedimento, in quanto Morini, tramite l’avvocato Vainer Burani, ha ritirato sia la querela, sia la costituzione di parte civile. A fronte di questa improvvisa “sterzata”, il giudice Maria La Nave non ha potuto far altro – due mesi fa – che estinguere la causa con un “non doversi procedere” per remissione della querela. L’inchiesta della Procura era in prima battuta sfociata in un decreto penale di condanna nei confronti dell’ingegner Sarti, a cui c’era stata opposizione da parte del difensore Martino. E nel processo si era ben delineata la contrapposizione, a partire da Morini: «E' una lettera lesiva non solo nei miei riguardi, ma anche di mio padre – aveva scandito l'esponente del Pd – perché nella nostra attività lavorativa non abbiamo mai tratto vantaggio dall'impegno politico. Mio padre poi da più di trent'anni non è in politica e si occupa di ciclismo. All'uscita di quella lettera in tanti mi hanno chiesto cos'avevo fatto, ma non ho fatto un bel niente, lavoro dalla mattina alla sera!». Decisa la replica di Sarti che chiariva come la lettera fosse la risposta ad un’altra lettera per poi specificare che «l'associazione culturale aveva ricevuto la lettera che era firmata ma riportava anche la richiesta di non divulgare l'identità di chi l'aveva scritta. Una persona identificata con certezza, poi la questione era stata posta al consiglio direttivo dell'associazione "La Fontana" che ne aveva deliberato la pubblicazione». Ora il ritiro della querela, in simultanea con la remissione di una seconda denuncia dello stesso tenore da parte di un altro politico dem ma che ancora non era sfociata in un processo.
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