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Il Comune recupera 330mila euro di Ici vincendo il ricorso

Il Comune recupera 330mila euro di Ici vincendo il ricorso

Castellarano porta in giudizio due ministeri per calcoli errati Zanni: «I fondi sono congelati, ma la novità fa ben sperare»

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CASTELLARANO . Ben 330mila euro “sottratti” dai ministeri al Comune di Castellarano ai tempi della vecchia Ici. E ora restituiti all’ente, dopo un lungo iter giudiziario. È una cifra corposa, quella che il tribunale civile di Bologna ha riassegnato all’amministrazione comunale al termine del procedimento di primo grado concluso il 18 giugno scorso.

La causa è stata avviata dal Comune partendo da un errore di attribuzione fondi del 2000-2001, ai tempi in cui la tassa sugli immobili era l’Ici (Imposta comunale sugli immobili), poi sostituita nel 2012 dall’attuale Imu. La sede del procedimento è Bologna, capoluogo regionale, e lì è stata intentata la causa contro il ministero dell’Interno e contro quello dell’Economia e delle Finanze.

La vicenda è molto complicata. Nel 2001 è entrata in vigore l’autodeterminazione provvisoria delle rendite catastali dei fabbricati di tipo D, i cosiddetti “Immobili a destinazione speciale” come alberghi, case di riposo, banche, cinema ed edifici rurali. Spettava ai titolari di queste strutture, spesso a scopo commerciale, indicare in prima battuta la rendita derivata dal fabbricato, da sottoporre poi a verifiche successive. Inevitabile che le rendite indicate fossero calate: nessuno era spinto a dichiarare maggior reddito e a pagare tasse più alte. Per bilanciare questo movimento “fisiologico”, la legge varata nel 1994 prevedeva come compensazione un aumento dei contributi statali ai Comuni, da calcolare secondo una rete complessa di parametri. Qualcosa in questa procedura non ha funzionato e moltissimi Comuni, si è scoperto con anni di ritardo, hanno ricevuto meno fondi rispetto a quelli cui avrebbero avuto diritto.

Castellarano ha scelto la via della causa ed in primo grado ha ottenuto ragione. I due ministeri sono condannati a versare al Comune quasi 350mila euro, divisi fra i 248mila euro spettanti in origine, 84.577 euro come debito non onorato e oltre 14mila euro di spese legali. Siamo al primo grado di giudizio, i ministeri potrebbero decidere per un ricorso e quindi i 330mila euro di spettanze verranno per ora tenuti vincolati, sino ad una sentenza definitiva.

«Lo scorso anno, analizzando insieme ai nostri tecnici ed al legale le prime sentenze positive, abbiamo intrapreso questa via per cercare di riottenere dallo Stato le risorse, secondo noi ingiustamente sottratte al nostro ente e soprattutto ai servizi per i cittadini», racconta il sindaco Giorgio Zanni.

E in caso di ricorso? «Ci sono già pronunciamenti positivi, anche di secondo grado, che ci fanno ben sperare. Comunque siamo tra i primi a percorrere questa strada che potrebbe riguardare, secondo i dati Ifel-Anci, più di 650 Comuni in tutta Italia. Una sentenza potenzialmente utile per tanti altri comuni incorsi nella stessa situazione». (adr.ar.)

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