Illuminazione gara da 60 milioni dopo il no a Iren
Offerta troppo onerosa del project financing lungo 12 anni Ora il Comune emetterà un bando per assegnare l’appalto
REGGIO EMILIA. Un passaggio nello scorso consiglio Comunale ha rivelato che il comune di Reggio ha detto no al ricco project financing proposto da Iren per investire e gestire l’illuminazione pubblica della città per massimo 12 anni. Un affare da circa 60 milioni di euro, bocciato però dagli uffici tecnici del municipio, che riproporranno ora una gara pubblica di pari importo e durata secondo quanto disposto finora sinteticamente negli atti. In pratica Iren – come tutte le grandi aziende dell’energia – si propone alle amministrazioni pubbliche come gestore del servizio di illuminazione. Non solo come fornitore di elettricità, ma di un servizio tutto compreso, chiavi in mano. Promette infatti anche lauti investimenti – il 20% circa del canone eventualmente pagato dal Comune – per rifare tutto il sistema di illuminazione, aggiornandolo a quelli meno “energivori”, cosa che permetterebbe un risparmio molto sensibile alla fine della bolletta. L’offerta pervenuta però al Comune di Reggio avrebbe avuto una richiesta tariffaria «sproporzionata» rispetto al servizio offerto e al mercato, e peraltro privo di «particolari elementi di innovazione»; è stata questa la breve spiegazione offerta in consiglio comunale dall’assessore Mirko Tutino.
Mentre il Comune di Torino ha accolto la proposta di Iren – che tramite Iren Energia gestisce il suo servizio di illuminazione pubblica da 99.000 punti luce con sostituzione delle tradizionali lampade con nuovi apparecchi a Led – Reggio ha chiuso la porta all’azienda dell’energia e dei rifiuti della quale è tra i maggiori azionisti. Una scelta non semplice, c’è da credere, visti i rapporti diretti che esistono tra Iren e il territorio. Ma la proposta è stata considerata poco duttile rispetto alle esigenze reggiane, quindi anche sotto il profilo tecnico. Non solo: il periodo coperto dal project, 12 anni, sembra essere troppo lungo senza che siano previste sostituzioni degli impianti, che se fossero fuori accordo potrebbero rilevarsi troppo onerosi. I costi dell’eventuale sostituzione in corsa potrebbero nascondere delle insidie economiche e il mercato, ora affollatissimo, tramite una gara pubblica potrebbe offrire ribassi significativi nella richiesta per il servizio di illuminazioni.
Per il Comune, poi, già a fine 2017, tramite una gara sul libero mercato, sono saliti a 37.832 i punti luce della rete cittadina, 22 ogni 100 abitanti. È proseguita inoltre l’installazione di lampade ad alta efficienza a led (973 nel 2017) e di dispositivi di regolamentazione del flusso luminoso (19.619) e sono inoltre stati realizzati interventi di ottimizzazione per la riduzione dei punti luce. Tutto questo senza accettare la proposta «sproporzionata» arrivata da Iren.
Il costo per il Comune si aggirerebbe attorno ai 5 milioni all’anno: sui 60 milioni di canone finale in 12 anni, 12 milioni dovrebbero essere investiti da Iren – secondo i parametri di mercato – per installare i lampioni a led, aumentare i punti luce e rivedere il sistema. In ballo c’è quindi uno dei bocconi più ghiotti offerti dalla pubblica amministrazione, con effetti diretti peraltro su Gesta, attuale società che gestisce il servizio illuminazione, passata dal Ccpl a Coopservice, che qualora venisse scalzata perderebbe un appalto di importo assai rilevante.
Enrico Lorenzo Tidona
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