Le nuove emergenze: donne e solitudine
Sempre maggiori richieste d’aiuto arrivano dall’universo femminile mentre raggiunge il 41,6% la percentuale delle persone che vivono sole
REGGIO EMILIA. Il rapporto dell’osservatorio diocesano dei dati sulla povertà relativi al 2017 nel Centro di Ascolto presentato ieri dalla dalla Caritas diocesana di Reggio Emilia è stata l’occasione per comprendere come la povertà sia cambiata, sul nostro territorio, nel corso dell’ultimo anno.
«Le persone incontrate nel corso del 2017 – spiega Alberto Pighini, referente dell’osservatorio diocesano, presentando i dati – sono state complessivamente 1.007, un dato che, per la prima volta dal 2012, vede un aumento nei confronti dell’anno precedente di 37 unità (pari al 3,8%). L’indice di ricambio – precisa – dice che sono aumentate le persone che si sono rivolte ai centri di ascolto e già si trovavano in stato di bisogno, rispetto a quelle che si sono rivolte a noi per la prima volta».
Queste le situazioni sulle quali vale la pena riflettere con particolare attenzione: «Abbiamo visto – aggiunge Pighini – un incremento delle donne che si rivolgono ai centri, con problematiche più complesse e una diminuzione fra i giovanissimi in corrispondenza di un aumento di tutte le classi di persone over 35. Per quanto riguarda la nazionalità di chi si rivolge al centro di ascolto gli stranieri aumentano di poco, diminuiscono i provenienti dal Marocco che restano secondi dopo gli italiani e gli ucraini. Dato rilevante quello relativo al numero delle persone che dichiarano di vivere da sole: il 41,6%».
A sottolineare la nuova metodologia seguita nelle rilevazioni è il direttore della Caritas diocesana Isacco Rinaldi: «Quest’anno abbiamo ampliato l’osservazione presentando ciò che avviene nei Centri di Ascolto territoriali attraverso un questionario di autolettura. La risposta al questionario è arrivata da 26 Centri di Ascolto su 50, con una distribuzione equilibrata sulle cinque zone in cui è stata suddivisa la diocesi del nostro territorio».
Ai Centri di Ascolto si sono rivolti complessivamente 1.878 persone nel 2017. Dato interessante è che 10 centri su 26 sostengono che a parità di presenze si ha una maggiore complessità delle situazioni, riconducibili da un lato ad un aumento delle problematiche genitoriali, e dall’altro dalla multiproblematicità presente nelle persone incontrate.
In generale, si riscontra poi un aumento della presenza italiana sul totale, riconducibile principalmente alla diminuzione degli stranieri.
Chi si presenta ai Centri di Ascolto nel 90% dei casi appartiene ad un nucleo familiare ma, nel 20-30% dei casi, siamo in presenza di situazioni di separazioni o divorzi.
Il direttore della Caritas conclude il suo intervento esaminando la situazione in cui si trova la diocesi: «Il quadro – spiega – è molto complesso; se i dati non cambiano più di tanto, aumenta la problematicità legata alle richieste e ai bisogni. In particolare, salta agli occhi la rilevanza che assume l’aumento della povertà al femminile e i dati che rivelano un incremento della solitudine fra le persone che si rivolgono ai Centri di Ascolto. Occorre avere – dice il direttore – uno sguardo più ampio della povertà, collegandosi alle diversità territoriali».
Alla presentazione dei dati dell’osservatorio, ieri nella sede della Caritas diocesana, il vicesindaco di Reggio Matteo Sassi, il vicario generale Don Alberto Nicelli, Don Romano Zanni, vicario episcopale per la carità e le missioni e Don Pietro Adani, direttore del Centro Missionario Diocesano.
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