Marco vince lo stage di Ifom
Boretto: il liceale sarà fianco a fianco con gli scienziati che studiano il cancro
BORETTO. Marco Caramanti, studente di 17 anni di Boretto che studia al liceo scientifico “Ettore Sanfelice” di Viadana (Mantova), ha vinto la 14esima edizione del concorso nazionale “Lo Studente Ricercatore” indetto dall’Ifom di Milano, istituto rinomato a livello internazionale nella ricerca sul cancro.
Marco ha brillantemente superato un difficilissimo test d’ammissione insieme ad altri 9 giovani promettenti studenti che sono stati selezionati tra centinaia di candidati provenienti da tutta Italia.
“Lo Studente Ricercatore” è un progetto unico nel suo genere promosso da Ifom: consente ogni anno a una ristrettissima selezione di eccellenti liceali di vivere in prima persona la ricerca scientifica, lavorando intensamente per 15 giorni fianco a fianco con ricercatori provenienti da tutto il mondo. I ricercatori che lavorano in Ifom provengono da circa 25 Paesi nel mondo.
Marco, che nel suo tempo libero a Boretto si divide tra la passione per le scienze e il nuoto a livello agonistico, è ora a Milano e ha iniziato il suo stage di 15 giorni soggiornando nella guest house internazionale di Ifom. Studierà una proteina particolare, l’ubiquitina, e il suo ruolo nella trasmissione del segnale tra cellule, sotto la guida della ricercatrice Valentina Fajner.
Si tratta di un’area molto promettente nell’ambito della ricerca sul cancro e per Marco è una bella scommessa passare dai banchi di scuola alla prova del bancone di laboratorio!
Una piccola grande sfida che costituisce forse il primo passo in un percorso di formazione e carriera scientifica che Marco e gli altri 9 studenti-ricercatori potrebbero intraprendere dopo la maturità che li aspetta tra un anno: dalle statistiche relative agli anni passati emerge infatti che ben il 90% dei ragazzi che hanno partecipato in questi 14 anni a “Lo Studente Ricercatore” hanno scelto di imboccare un percorso universitario in ambito scientifico, dalla medicina alle scienze biologiche fino alle biotecnologie. Il 49% dei partecipanti ha ritenuto molto determinante proprio l’esperienza di “Studente Ricercatore” in Ifom nella scelta della facoltà universitaria, forse lo sarà anche per Marco, che è un divoratore di scienza ma non ha ancora deciso che strada imboccare per il suo futuro.
In questa direzione giocano senz’altro un ruolo fondamentale anche le scuole del territorio come l’Ettore Sanfelice, impegnati nell’offrire ai ragazzi formazione di qualità e, al tempo stesso, nell’aiutarli all’orientamento verso le scelte future. E ovviamente ai docenti di questi studenti, come la professoressa Tiziana Bortesi e la Dirigente scolastica Mariateresa Barzoni, che hanno proposto la candidatura di Marco al concorso.
«Trovo molto difficile definire quali siano le mie aspirazioni per il futuro - confida lo studente di Boretto - considerando che non ho neanche le idee chiare su cosa studiare all'università. In primo luogo, spero di trovare un lavoro che mi piaccia veramente, a cui sia appassionato, che risulti piacevole. Mi piacerebbe se il mio lavoro potesse contribuire al progresso della società, magari realizzando qualcosa in grado di migliorare la vita delle persone oppure scoprendo qualcosa di nuovo».
E sul suo futuro, spiega: «Non ho ancora in mente un lavoro preciso. Ora come ora l'ambito scientifico è quello che mi attira maggiormente. La via della ricerca potrebbe essere interessante, anche se sicuramente non semplice. Ammetto però che non mi rendo conto di cosa voglia dire veramente fare ricerca: in questo stage cercherò di capirlo.
Nella vita di Marco non c’è solo lo studio. «Pratico ormai da molti anni nuoto a livello agonistico. Si tratta di un impegno che richiede molto tempo, un allenamento al giorno, ma che svolgo con piacere perché, anche se non sarò mai un campione, è un occasione per stare in compagnia che allo stesso tempo porta benefici per la salute. La costanza richiesta dal nuoto mi ha aiutato anche fuori dalla piscina, insegnandomi ad organizzare le mie attività e a non mollare mai».
Com’è nata la passione per la scienza? «Devo dire che ho sempre avuto una certa curiosità, voglia di conoscere e capire cose nuove. Penso che la mia passione della scienza derivi proprio da questo approccio: cercare di capire meglio come funziona il mondo, capire come e perché le cose avvengono in questo modo» spiega infine il brillante studente di Boretto.
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