Parmigiano, la produzione ora rallenta
A maggio aumento produttivo “solo” del 2,31%. Reggio registra un calo, boom invece di Mantova e della montagna
REGGIO EMILIA. La produzione cresce ma in maniera meno impetuosa rispetto al passato recente. Un punto importante, segnato dal Consorzio per la tutela del Parmigiano Reggiano, che ha reso noto il riepilogo dei dati di produzione comunicati dai caseifici al 31 maggio 2018, che riducono la fiammata delle produzione che metteva in pericolo anche la tenuta dei prezzi. Segno che i piani di produzione hanno un effetto riequilibratore tra la voglia di mungere le vacche e la capacità di assorbimento del formaggio nei mercati italiano ed estero.
IL FRENO TIRATO. La produzione del mese di maggio, con 330.436 forme prodotte contro le 322.965 del maggio 2018, rileva un aumento produttivo del 2,31%. La provincia dove si registra il maggior aumento è Mantova con un +8,05% seguita da Parma con un +3,99%, mentre Reggio Emilia retrocede ma è sostanzialmente stabile con diminuzione dell’1,03%. La produzione media giornaliera a maggio è stata di 10.659 forme/giorno, rimanendo stabilmente sopra la soglia delle 10.000 forme/giorno. Nel maggio 2017 se ne erano prodotte 10.418, mentre nel mese precedente (aprile 2018) ne sono state prodotto giornalmente 10.977. Nei primi cinque mesi 2018 il dato dice di un aumento percentuale del 3,70% con 58.083 forme prodotte in più.
LA MONTAGNA CORRE. Dal punto di vista territoriale continua il maggior aumento di formaggio nel comprensorio montano. Infatti, nel mese di maggio 2018 rispetto al maggio 2017, l’aumento del formaggio è stato maggiore nei caseifici collocati nell’area montana (+5,91%), seguiti da quelli collocati nella bassa pianura (+4,79%)e alta pianura (1,11%).
RECUPERO NEGLI USA. Per il Parmigiano Reggiano, è stato confermato nei giorni scorsi che gli Stati Uniti rappresentano un mercato importante. Proprio l’estero continua ad essere la chiave di volta per vendere il re dei formaggi. Ma nel 2017 il prodotto esportato negli Usa ha superato quota 9.000 tonnellate, confermando gli States come primo mercato Oltreoceano e come terzo mercato estero in assoluto, dopo Francia e Germania. Il 2017 è stato tuttavia un anno difficile per le esportazioni negli Stati Uniti, a causa del rapporto euro-dollaro che non ha favorito le esportazioni e della concorrenza dei prodotti similari. Si è registrato un calo sensibile, pari al 9,3% rispetto all'anno precedente. La situazione è migliorata già nei primi tre mesi del 2018, come conferma il codice doganale congiunto Parmigiano Reggiano - Grana Padano che segna un +1%. Ci sono pertanto i presupposti per pensare che il mercato americano torni ad essere uno degli sbocchi più importanti al di fuori dei confini nazionali. Il Consorzio Parmigiano Reggiano si appresta a partecipare al Summer Fancy Food Show (30 giugno-2 luglio), la più importante manifestazione fieristica americana dedicata al Food & Beverage. com.
LATTE PREGIATO. Le esportazioni dei prodotti lattiero caseari del resto crescono del 5% nel 2018 trainate soprattutto dalle vendite dei formaggi che raggiungono il massimo storico di sempre. È quanto emerso da una analisi recente della Coldiretti sulle cifre Istat relative al primo trimestre di quest’anno, a commento dei dati presentati da Assolatte in occasione della sua 73esima assemblea annuale a Milano. Mai così tanto formaggio italiano è stato venduto all’estero dove in cima alla lista dei più richiesti ci sono il Grana Padano e il Parmigiano Reggiano che in quantità rappresentano il 21% del totale esportato e che guidano la lista del 51 formaggi italiani che hanno avuto la denominazione.
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