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Razzia delle targhe dalle auto in sosta

Razzia delle targhe dalle auto in sosta

I colpi a Cella. La proprietaria di una delle macchine: «Le usano per commettere altri furti»

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REGGIO EMILIA. Dopo i cerchioni, le autoradio e interi pezzi di carrozzeria, ora i proprietari delle auto parcheggiate in strada devono guardarsi anche dai furti delle targhe. L’ultimo raid di questo genere è accaduto a Cella sabato scorso, come racconta Valentina Natale, impiegata di 28 anni.

«Sono residente a Cavriago, ma fino ad un anno fa abitavo a Cella, dove ho tutti i miei parenti. Sabato sera sono andata a trovare mia nonna, che non si sentiva bene. Ho parcheggiato in via Silvano Caleri, una laterale della via Emilia dopo il sovrappasso, a sinistra andando verso Parma. Ho provato la pressione a mia nonna: questione di dieci minuti. Quando con mio marito sono tornata al parcheggio, ho visto sgommare via una Bmw X5: ho notato solo il guidatore, con gli occhiali da vista, perché si è voltato a guardarci».

I vetri della Bmw, prosegue la donna, «erano oscurati, è possibile che a bordo ci fosse qualcun altro, ma sul momento non ci ho badato. Siamo saliti sulla nostra Hyundai Tucson grigia e solo quando siamo arrivati a casa, nel mettere la macchina in garage, ci siamo resi conto che mancavano entrambe le targhe: sia quella davanti sia quella dietro».

In assenza di una targa si può ipotizzare di averla persa, ma quando mancano entrambe si tratta senza dubbio di un furto. Il giorno dopo Valentina e il marito sono tornati in via Caleri, per vedere se c’erano viti per terra. «Non abbiamo trovato nulla, ma abbiamo notato che un’altra auto, una Golf nera ultimo modello, era spogliata delle targhe: i ladri hanno fatto razzia su diverse vetture». La coppia si è poi recata in caserma a sporgere denuncia. «I carabinieri ci hanno riferito che le targhe, soprattutto di auto nuove (la nostra è stata acquistata due anni fa) sono ambite dai malviventi, che le posizionano sopra altre vetture e le usano per compiere altri furti senza essere identificati».

Ora, dopo la denuncia, cosa succede? «Dobbiamo aspettare i 15 giorni di legge, dopodiché dovremo rifare l’immatricolazione: una spesa di 150 euro. Oltre al danno, la beffa».

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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