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Reggiane, quarto fermo per il tentato omicidio

Reggiane, quarto fermo per il tentato omicidio

Ai tre gambiani finiti in carcere se ne aggiunge un altro scoperto dai carabinieri Sono tutti accusati di aver aggredito i due nigeriani dentro uno dei capannoni

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REGGIO EMILIA. Un altro fermo per l’aggressione con cocci di bottiglie e falci avvenuta sette giorni fa in uno dei capannoni all’interno delle Officine Reggiane. I carabinieri hanno infatti identificato un trentenne gambiano, senza fissa dimora, che è stato condotto dai militari in carcere, dove ha raggiunto gli altri tre indagati.

L’agguato è avvenuto nella notte del 19 giugno quando, nella zona franca delle Reggiane, un branco di otto persone ha pestato a sangue due nigeriani, un 32enne e un 20enne, quest’ultimo portato in gravissime condizioni nel reparto di Rianimazione dell’ospedale di Parma, tuttora in prognosi riservata.

I militari, meno di 24 ore dopo l’aggressione, hanno arrestato due gambiani di 20 e 21 anni, ritenuti i capi della banda che avrebbe agito per un regolamento di conti legato al traffico di droga.

Ieri poi si è aggiunto un altro tassello alle indagini in corso e un altro complice è stato acciuffato, il quarto.

Tutti sono ora a disposizione del sostituto procuratore Giacomo Forte, titolare dell’indagine, accusati di tentato omicidio in concorso e di rapina aggravata. Il gruppo di gambiani infatti non si era limitato ad aggredire i due nigeriani ma li aveva anche derubati di quanto avevano: denaro contante, un computer portatile e i cellulari. Gli inquirenti sono ora al lavoro per cercare di rintracciare gli altri quattro complici, attualmente ancora latitanti.

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