Gazzetta di Reggio

Reggio

Vite ai margini senza legami sociali e sempre più soli

Vite ai margini senza legami sociali e sempre più soli

Carenza di risorse e mancanza di amicizie di pari passo «Importante puntare sull’inserimento lavorativo» 

2 MINUTI DI LETTURA





REGGIO EMILIA. Emerge quest’anno con maggiore intensità il tema della solitudine fra le persone che accedono ai Centri di Ascolto della Caritas. Sembra infatti esserci uno stretto legame fra la carenza di risorse, quindi lo stato di povertà, e il fatto di vivere da soli. Un dato forse scontato visto che tuttavia deve fare riflettere.

Il grafico pubblicato in questa pagina evidenzia infatti come anno dopo anno il valore di coloro che vivono da soli aumenti, superando abbondantemente nel 2017 la soglia del 40% (388 persone). Anche coloro che sono senza una fissa dimora continuano ad aumentare nel 2017, raggiungendo una percentuale record che sfiora il 35% (335 unità, nel 2016 erano 310). Chi non ha un luogo in cui stare con una certa stabilità, oltre ad essere povero economicamente sperimenta un povertà di legami relazionali che espone ad una forte deriva che può in breve tempo condurre ad una forte marginalità sociale e che, se si protrae nel tempo, può essere assunta dall’individuo come stile proprio di vita. A ciò si aggiunge la possibile espulsione da quelli che sono i canali territoriali di assistenza, per cui soprattutto in queste condizioni la Caritas diventa uno dei luoghi principali a cui rivolgersi per mantenere un legame sociale esterno alla propria condizione. «I Centri di Ascolto – sottolinea Isacco Rinaldi – possono in questo senso svolgere una funzione di reinserimento nella comunità delle persone che sperimentano qualche forma di abbandono ed emarginazione. Seppur con approcci diversi – precisa – diventa in questo senso fondamentale lavorare affinché si ricostruiscano nelle comunità relazioni positive che, accanto a reti di intervento, possono far sperimentare alle persone incontrate “la fraternità con gli altri” come antidoto alla marginalità».

«Oggi come oggi – riflette il direttore di Caritas – è fondamentale che i Centri di Ascolto siano capaci anche di riportare quanto osservato, su tematiche così importanti, alla società civile. (a.t.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google