Asilo trasferito alle elementari Le minoranze: «Scelta infelice»
Ristrutturazione alla Fiastri, a settembre un centinaio di bimbi andrà alla Munari «Ritardo nel bando, al momento neppure pubblicato. Ormai l’estate è persa»
SANT’ILARIO
I bambini della scuola d’infanzia “Fiastri” di via Roma saranno trasferiti per sei mesi, durante il prossimo anno scolastico, alle elementari Munari nella stessa strada, a pochi metri di distanza, per consentire la ristrutturazione dell’asilo nido. Se sulla necessità di mettere mano all’edificio liberty di fine Ottocento la concordia è unanime, la soluzione della giunta di spostare il centinaio di bambini al terzo piano delle elementari (vuoto da anni) è stata al centro di un consiglio straordinario agitato e ha sollevato le proteste delle minoranze, che hanno avanzato proposte diverse e che accusano «ritardi nella gestione della gara per affidare i lavori».
La questione è emersa martedì sera nel consiglio comunale straordinario, dove l’amministrazione ha scoperto le carte su come intende procedere nei prossimi mesi. Per consentire i lavori al Fiastri – grazie a fondi Bei per un importo di 310mila euro, dei quali 130mila euro già spesi per il rifacimento del tetto –, per circa sei mesi i bimbi della scuola d’infanzia saranno spostati all’ultimo piano della Munari, il che comporterà una spesa aggiuntiva di 60mila euro per adeguare i locali alle esigenze dei più piccoli (bagni, atelier, eccetera). «Tre piani di scale, rapporto quasi nullo con l’esterno, pasti precotti portati dall’esterno: una struttura inadeguata, a partire dai bagni (ci sono ancora le turche)», affermano i gruppi consiliari Cambia Sant’Ilario e Lavorare per Sant’Ilario. Questi ultimi in passato avevano additato la Munari come struttura non sicura dal punto di vista sismico; circostanza negata dall’amministrazione, secondo la quale l’edificio è a norma.
La decisione del trasloco, secondo le minoranze, è stata «presa in assoluta solitudine dalla giunta, senza consultare nessuno. E in consiglio abbiamo appreso dal sindaco Marcello Moretti e dall’assessore alla scuola Viviana Tanzi che hanno sondato anche l’eventualità (poi sfumata) di utilizzare strutture scolastiche del Comune di Parma».
Per le opposizioni invece meglio sarebbe stato «spostare non l’intera scuola, ma le singole sezioni, nelle altre strutture del paese: ad esempio la scuola d’infanzia comunale a Calerno oppure le parrocchiali di Calerno e Sat’Ilario. Sarebbe un sacrificio, ma nei momenti di difficoltà ci si può stringere». Proposta scartata dalla giunta, che non intende spezzettare le sezioni.
Il risultato, sempre secondo le minoranze, è che «alcuni genitori hanno ritirato il figlio dal Fiastri». «Una scelta infelice aggravata dal ritardo sulla gara: ad oggi non è nemmeno stato pubblicato il bando rivolto alle imprese che vorranno partecipare ed è facile prevedere che occorreranno circa due mesi, cioè dopo l’estate, solo per arrivare all’affidamento», con il cantiere che si aprirà non prima della fine dell’anno. —
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