Il rapinatore seriale Drammis condannato per la quarta volta
Cinque anni e mezzo di carcere per l’assalto alla tabaccheria “Nella” di Guastalla Come altre volte era il “palo” e ha confessato il colpo in cui venne ferito il titolare
REGGIO EMILIA
Nel giro di quattro mesi – fra il dicembre 2016 e il marzo 2017 – ha rapinato ben undici tabaccherie in tre province diverse, calandosi più che altro, ma non sempre, nei panni del “palo” e con uno o due complici che, armati, entravano in azione nei negozi presi di mira.
E ora il 35enne Guglielmo Drammis – che ha già confessato tutte le rapine commesse – sta facendo i conti con il suo passato burrascoso: un uomo disposto a tutto pur di assicurarsi la bella vita, ma che ora sta pagando a caro prezzo gli errori commessi.
Ieri, in tribunale a Reggio Emilia, è arrivata per lui la quarta dura condanna (5 anni e mezzo di reclusione) per l’assalto alla tabaccheria “Nella” di via Manzoni a Pieve di Guastalla (avvenne il 24 gennaio 2017).
Sulle spalle Drammis – ora ristretto nel carcere di Parma – ha già altre tre “stangate” incassate sempre nel nostro palazzo di giustizia (due anni di reclusione per aver rapinato la dipendente della panetteria di via Papa Giovanni il 31 marzo 2016) ma anche in altri tribunali: 3 anni e mezzo di carcere per le cinque rapine commesse a Rimini nei primi due mesi del 2017, mentre per due assalti nel Parmense, cioè a Sorbolo (del 28 febbraio e 10 marzo 2017) è già stato condannato a 3 anni e 7 mesi di reclusione. A lui sono arrivati i poliziotti di tre questure (Reggio Emilia, Parma e Rimini) quando hanno cominciato a collaborare, vedendo che la metodologia usata nelle rapine era sempre la stessa.
Tutto combacia, dalla tecnica alla presenza di Drammis (ed altri complici) nei luoghi delle rapine, come dimostrano i tabulati telefonici e le “celle” agganciate dai telefonini.
Ieri è stata rievocata – in aula – la rapina a Pieve di Guastalla. Erano circa le 20.30 quando, nella tabaccheria della frazione guastallese – molto frequentata e conosciuta in zona – si trovavano i due titolari, Oriano Simonazzi e la moglie Nella Benatti, oltre a un cliente. In quel momento è entrato un uomo armato di coltello che, con cappellino e sciarpa per non farsi riconoscere, si è diretto con decisione dietro al bancone.
Quasi senza parlare, ha aperto un primo cassetto, che non conteneva denaro, poi ne ha aperto un secondo, e dopo essersi intascato qualche centinaio di euro (dai controlli dei tabaccai sembra che siano spariti circa 700 euro) è fuggito all'esterno, dove lo attendevano altri due complici.
Il rapinatore è riuscito anche a ferire Simonazzi che, proprio in quegli istanti, si trovava con in mano un coltello, impegnato con alcuni "Gratta e Vinci". —
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