È morto il salumiere Giorgio Pancaldi storico commerciante di Piasa Céca
Il ricordo del figlio: «Sapeva accontentare i clienti mantenendo sempre una serietà e una correttezza esemplari»
REGGIO EMILIA
Reggio ha perso il fondatore di un negozio storico, l’antica salumeria Pancaldi, che gli sopravvive grazie alla moglie e ai collaboratori che vi sono impegnati dopo il suo ritiro, avvenuto sette anni fa per motivi di salute.
Giorgio Pancaldi è morto mercoledì sera all’arcispedale Santa Maria Nuova, dove era ricoverato da tre giorni. Aveva 80 anni. Si può dire che fosse uno degli ultimi continuatori di un’attività tradizionale, la lavorazione artigianale delle carni suine, che aveva appreso e alla quale si era appassionato da ragazzo, dedicandovi poi tutta la vita.
Era nato alle Forche di Puianello, dove la famiglia gestiva una vecchia osteria ancora esistente nelle cui cantine si stagionavano i prosciutti. Poi dai 18 ai 25 anni lavorò come dipendente della “privativa” di Rivalta, una cooperativa che offriva i servizi di osteria, tabaccheria e bar. Fin da allora si dedicava alla produzione di salumi, compresi i prosciutti che dal 1955 dovevano essere mandati a stagionare a Parma per ottenere la marchiatura.
Nel 1962 Giorgio Pancaldi aprì finalmente un proprio esercizio nel centro storico di Reggio. Era un piccolo negozio situato al numero 2/L di via Broletto, sul lato opposto della “antica salumeria” aperta poi nel 1988 nel palazzo dei Canonici.
«Era – riferisce il figlio Alberto, conosciuto come Paolo – una bottega piccolissima dotata di un arredamento liberty che abbiamo cercato di riprendere con il restauro del 2014. L’attività, però, era molto intensa. Mio padre aveva un carattere indocile e una personalità forte, ma ironica e positiva. Sapeva accontentare i clienti mantenendo sempre una serietà e una correttezza esemplari. Il segreto del successo è la qualità della produzione. Dal 1955 acquistiamo sempre carne suina italiana, dalla quale ricaviamo prosciutto, culatello, fiocco, salami e cotechini. Inoltre acquistiamo una quota fissa della produzione del caseificio di San Bartolomeo. Ultimamente, però, la crisi del commercio nel centro storico ci ha indotti a lavorare anche come ristorante. Ora l’attività della salumeria si divide circa a metà fra la vendita e la ristorazione» .
Al suo negozio Giorgio Pancaldi dedicava le migliori energie. «Lavorava – dice il figlio – con assoluta dedizione. Gli unici suoi svaghi erano il ciclismo e la lirica. Era un tifoso di Fausto Coppi ed era amico del campione belga Rik Van Looy, secondo solo a Eddy Merckx per numero di vittorie. Era socio del circolo Verdi. Assistette a spettacoli lirici nei principali teatri italiani».
Giorgio Pancaldi lascia la moglie Carmen Curti, detta Nirvana, 79enne, i figli Fausto e Alberto, di 53 e 51 anni, e i nipoti Giorgio e Giulia. Il funerale sarà celebrato oggi alle 15.30 in Duomo. La salma sarà portata alla tomba di famiglia nel cimitero di Massenzatico. —
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