«Gli stalli biancoblù allontanano dal centro»
I commercianti sono stupìti dalla decisione del Comune di limitare ancora di più i parcheggi per chi va in città di sera
Conclusi ieri i lavori di installazione e tracciamento della nuova segnaletica riferita alla sosta nella zona centrale di Reggio, tra via Emilia San Pietro e via Montegrappa, gli stalli sono diventati bianchi e blu a indicare che nelle ore diurne i parcheggi restano a pagamento, mentre tra le 20 e le 8 saranno riservati ai soli residenti in possesso di permesso Res-Ztl e di abbonamento Res-A.
I commercianti di San Pietro insorgono, tra stupore e molta confusione. «Veramente non ho ancora capito come funziona – esordisce Giovanni Mora dell’Ottica G&G – e comunque parcheggiare in centro è da sempre difficile, non c’è mai posto».
Casi quasi unici sono negozi come il Pam Panorama, da cui Maddalena Piccolo si dice non preoccupata: «Anche se siamo aperti fino alle 22, le persone che vengono a fare la spesa parcheggiano lo stesso e spesso nella zona di carico/scarico».
Di parere completamente diverso Tiziano Campani del bar tabacchi Bondavalli di via Emilia San Pietro che, nonostante abbia un’attività aperta prevalentemente in orario diurno, ammette: «È uno sbaglio colossale, ne risentiranno i locali serali. Non è spiegabile questa mossa da parte dell’amministrazione comunale».
La conferma arriva da Donatella Donati del ristorante “A mangiare”: «Questa decisione allontanerà ancora di più le persone dal centro, perché sappiamo tutti dove si trovano le zone più frequentate per i locali. Ma soprattutto – rincara la dose la ristoratrice – è difficile immaginare ad esempio che una donna percorra la zona che porta ai controviali all’una di notte per andare a recuperare l’auto, soprattutto in inverno».
«Viale Montegrappa è sempre stato il riferimento principale per parcheggiare alla sera avvicinandosi ai locali del centro», commenta Roberto Bartoli, titolare di un locale bar che si trova proprio tra le due strade incriminate. «Si potrebbe fare di meglio», si limita ad osservare Debora Troisi del Max Cafè. —
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