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Il nipote ruba due borse e la zia lo copre Denunciati entrambi

Il nipote ruba due borse e la zia lo copre Denunciati entrambi

GATTATICO. Quando la proprietaria dell’auto sospetta, dopo due furti di borsetta nel parcheggio dell’agriturismo San Giuseppe di Taneto, è stata interpellata dai carabinieri, non si è rivelata molto...

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GATTATICO. Quando la proprietaria dell’auto sospetta, dopo due furti di borsetta nel parcheggio dell’agriturismo San Giuseppe di Taneto, è stata interpellata dai carabinieri, non si è rivelata molto collaborativa alla domanda di chi avesse in uso la sua macchina. Anzi, si è trincerata dietro troppi “non ricordo” e “non so”. Ben pesto, i carabinieri di Gattatico hanno compreso il motivo della ritrosia: la donna cercava di coprire il nipote autore del colpo. Atteggiamento che non ha impedito ai militari di risolvere il caso e di denunciare a piede libero un 23enne di Poviglio per furto aggravato. Ma nei guai è finita pure la zia 53enne, sempre di Poviglio, denunciata per il reato di favoreggiamento personale.

Le indagini sono partite qualche giorno fa, quando una 30enne residente in città si è presentata in caserma a Gattatico per denunciare il furto subito. Qualcuno aveva spaccato il finestrino della sua Lancia Delta, parcheggiata in un’area di sosta di Taneto vicino all’agriturismo, portandole via la borsa e quella di un’amica, contenenti una cinquantina di euro e i documenti delle due vittime.

Alcuni cittadini hanno visto un’Audi A3 aggirarsi in zona con fare sospetto: il conducente girovagava in tondo, soffermandosi a guardare all’interno dell’abitacolo delle auto in sosta. Evidentemente per verificare se c’erano oggetti di valore da razziare. E uno di questi testimoni ha avuto la prontezza di annotare la targa su di un foglio di carta. Per i carabinieri, grazie a questo aiuto, è stato facile risalire in breve alla proprietaria dell’Audi A3, la 53enne povigliese, che pareva non ricordare nulla di quanto veniva chiesto circa la presenza della sua auto in quella zona. La descrizione del ladruncolo riferita dai testimoni ha però consentito di stringere il cerchio attorno al 23enne. La prova del nove è stata ottenuta dall’individuazione fotografica: i testimoni hanno riconosciuto dalla foto segnaletica il ladruncolo, al quale la zia aveva prestato la macchina. A quel punto ci sono stati pochi dubbi e a carico del giovane è inevitabilmente scattata la denuncia a piede libero. Ora se la dovrà vedere con la giustizia. Ma qualche guai dovrà affrontarlo anche la parente che ha tentato di coprire il giovane, senza però riuscirsi. —

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