«Il sindaco prenda le distanze dal passato» La richiesta del primo consiglio a Benassi
Lei replica subito: «Condanno i comportamenti mafiosi». Ma al neo consigliere Romano Amadei non basta e si astiene
BRESCELLO
Da quasi trenta mesi a Brescello, dopo la lunga parentesi del commissariamento e dello scioglimento per mafia, non si svolgeva più un consiglio comunale.
Giovedì sera, nella sala consiliare di via Cavallotti, i rappresentanti eletti dai cittadini nelle elezioni del 10 giugno si sono riuniti per la prima volta, e davanti a loro il sindaco Elena Benassi ha giurato di rispettare la Costituzione. È stata una serata che di fatto ha “aperto le danze” per l’attività dei prossimi mesi, con la composizione delle varie commissioni consiliari, e che ha visto le prime schermaglie politiche, contraddistinte da toni comunque non esasperati. Davanti a diversi cittadini sono stati via via snocciolati i 13 punti all’ordine del giorno.
La prima nomina del sindaco – che dopo il giuramento ha indossato la fascia – è stata quella relativa alla giunta: confermate le scelte già annunciate nel corso della campagna elettorale, con la squadra che sarà composta da Stefano Storchi, Gabriele Gemma, Giuditta Carpi e Giada Avanzi. Designati poi i tre capigruppo: per “Brescello che vogliamo”, gruppo di maggioranza, è stato indicato Marco Conti, per “Brescello riparte” Maria Cristina Saccani e per “L’alternativa-Avanti tutti insieme” Michele Salomoni, unico suo rappresentante eletto. Il dibattito si è acceso nel finale, in occasione del punto che trattava la costituzione e le modalità di composizione della commissione per la legalità.
Il tema è stato introdotto dal vicesindaco Stefano Storchi che ha annunciato che il Comune aderirà ad “Avviso pubblico” – associazione che riunisce gli amministratori che si impegnano a promuovere la cultura della legalità democratica – e alla consulta permanente per la legalità di recente costituita a Reggio. «Riteniamo necessario sviluppare – ha spiegato Storchi – una sensibilità nella popolazione sui temi della legalità che non si è manifestata a sufficienza negli anni passati. Un tema impegnativo ma indispensabile, che dovrà essere affrontato nell’ambito di un dialogo tra maggioranza e opposizione». Non sono mancati gli interventi dell’opposizione, che ha votato a favore della formazione della commissione, pur ponendo alcuni distinguo. Saccani ha chiesto al sindaco «una chiara condanna dei fenomeni mafiosi e di tutte le persone coinvolte» e una presa di posizione sulle dichiarazioni rilasciate a Telereggio, il giorno dopo le elezioni, da parenti di persone condannate per associazione mafiosa e una condanna delle minacce fatte a un cittadino dal parente di un candidato della lista “Brescello che vogliamo”. Sulla stessa falsariga le dichiarazioni di Salomoni, che ha chiesto un impegno incisivo e non di “facciata”. La risposta del sindaco Benassi non si è fatta attendere. «Condanno ogni tipo di comportamento mafioso – ha affermato – e ogni persona che ne fa uso, così come le intimidazioni. Per quanto riguarda l’intervista di Telereggio, si tratta di due cittadini che al pari mio hanno diritto di voto. Una non risiede a Brescello, l’altra ha votato qui: ciò non implica una connessione con la nostra maggioranza. Mi dissocio da ogni comportamento mafioso dei loro familiari e li condanno fermamente».
Tutto il consiglio ha quindi votato a favore della commissione, eccezion fatta per Romano Amadei di “Brescello riparte” che si è astenuto dopo la richiesta al sindaco di mettere “nero su bianco” le sue frasi di condanna sui fenomeni mafiosi per meglio rendere nota a tutti la sua posizione. A replicare ci ha pensato Storchi, che ha sottolineato che «non vi è luogo più adatto del consiglio comunale per prendere una posizione, è il luogo pubblico per eccellenza, massima espressione della democrazia». —
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