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Parrucchiere derubate di tutto «Ci sono rimasti solo gli arredi»

Ambra Prati
Parrucchiere derubate di tutto «Ci sono rimasti solo gli arredi»

Colpo notturno nel salone di via Statale: la banda ha preso attrezzature e prodotti «Spariti pure i camici sporchi, abbiamo dovuto chiudere: danno da 20mila euro»

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CASALGRANDE

«I ladri ci hanno svuotato il negozio, portando via persino il mocio e le ceste per camici e asciugamani sporchi. È rimasto solo l’arredamento. Mai visto in 18 anni di attività».

Elena Paolini, 44 anni, è titolare insieme alla 37enne Roberta D’Amicis del negozio “Viola Parrucchieri”, in via Statale 37 a Casalgrande. Attività che, durante la notte tra giovedì e venerdì, è stata presa di mira da una banda che ha fatto razzìa. «Sopra il negozio risiede una famiglia, che però non ha sentito nulla – spiega Elena – Ieri, alle 9, eravamo al bar a fare colazione mentre le due dipendenti aprivano in negozio. Una delle ragazze è tornata indietro dicendo che c’era stato un furto: subito ho pensato a uno scherzo, poi la ragazza è scoppiata a piangere». Accorse, le due socie hanno trovato la porta d’ingresso forzata e i locali spogliati. «Sono spariti il televisore, un maxischermo piatto, il computer, la stampante, tutti i prodotti sugli scaffali, gli attrezzi come forbici, phon, piastre. I ladri hanno arraffato perfino alcuni cassetti dei carrelli, la pattumiera e gli scatolini, svuotato delle ricevute fiscali e usati come contenitori. A mio avviso non si aspettavano di trovare così tanta merce; avevamo appena riassortito». Un danno di almeno 20mila euro. «Dovremo ricomprare tutto. Ieri abbiamo dovuto apporre il cartello “chiuso per furto” e rimandare a casa una decina di clienti; non possiamo lavorare senza attrezzi». I malviventi si sono anche feriti, nello scassinare la porta. «C’erano tracce di sangue sul bancone, laccato di bianco. L’aspetto che ci stupisce è che il negozio è ben in vista, sulla strada più trafficata e di fianco alla banca». Proprio al Credito Cooperativo, dotato di telecamere, si sono recati i carabinieri per requisire i filmati. —



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