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L’ASSOCIAZIONE DEI commerciANTI 

Prampolini, terza presidenza «Ho detto si ma sarò a tempo»

Enrico Lorenzo Tidona
Prampolini, terza presidenza «Ho detto si ma sarò a tempo»

La presidente rieletta a Reggio per acclamazione e assenza di candidati giovani «Ricambio generazionale difficile, troveremo qualcuno che prenda il mio posto»

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«Non è tagliando un paio di nastri che risolvi i problemi di un’associazione, servono coraggio e conoscenze che spesso i giovani non hanno maturato. Ma per me è uno sforzo fare un altro mandato da presidente: mi rilancio in questa avventura ma ho già detto che sarà a tempo».

Donatella Prampolini è al nono anno di presidenza di Confcommercio Reggio Emilia e non intende arrivare al quattordicesimo. «Finisco prima, sì, devono farsi avanti i giovani», ci dice: «E saremo noi a aiutarli a prendere il timone».

Prampolini ma perché non c’è ricambio generazionale al vertice delle associazioni reggiane? Storchi a 70 anni ridiventerà presidente di Unindustria, lei per la terza volta di Confcommercio. Qualcosa non funziona?

«È vero, la rappresentanza sta attraversando un periodo molto difficoltoso. Prima di tutto c’è stata la crisi economica. Le aziende stanno facendo fatica e le associazioni stesse hanno problemi grossi legati ai crediti e ai servizi. Problemi non facili da gestire, ed è difficile trovare giovani che abbiano il tempo e la voglia di affrontarli».

È compito delle associazioni creare degli eredi così come agevolare un passo indietro dei presidenti o no?

«Io avrei fatto un passo di lato, non indietro, perché volevo mantenere la vice presidenza nazionale e quella di categoria. Ma oggi fare il presidente di un’associazione come la nostra significa avere una conoscenza profonda del sistema e bisogna prenderlo in mano».

Cosa farà quindi?

«Io ho dato la mia disponibilità per senso di responsabilità, senza fare alcun passo indietro però sulla riorganizzazione intrapresa nella nostra associazione. Ho però detto che serve il massimo coinvolgimento dei vice presidenti e dei membri di giunta, visto che passerò la presidenza a qualcun altro prima della fine del mandato. Io non posso rimanere 14 anni in associazione ma mi è stato chiesto davvero in maniera corale e all’unanimità, per acclamazione. Non potevo dire “me ne vado” ma non vorrei che Confcommercio sia troppo “prampolinicentrica”. Ci sarà certamente anche un dopo ma dovrà essere meno personalizzata: oggi mi sembra molti centrata sulla mia figura. Ci sarà subito la ricerca di un ricambio generazionale che possa garantire alla nostra associazione di continuare a crescere anche nei prossimi anni».

E la sua azienda?

«Per me è un grande sforzo fare un altro mandato a Reggio Emilia proprio perché ho un’azienda che è cresciuta molto in questi anni. Siamo arrivati ad avere 9 punti vendita e 150 dipendenti. Io sono amministratore delegato e devo badare anche a questo impegno».

Per la nuova presidenza quali sono i punti in agenda?

«Ci sono due fronti: uno riguarda la continuazione della ristrutturazione dei servizi di Confcommercio. Il commerciante di oggi non è più quello di 20 anni fa e le esigenze sono diverse. Ad esempio c’è la fatturazione elettronica dal primo gennaio, che è una rivoluzione per le nostre imprese. Poi c’è il fronte associati, quindi il presidio degli ambiti di interesse: come i parcheggi in centro, gli orari dei negozi, la tassazione sulle vendite online e il presidio dei centri storici». —





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