Iscrizione effettuata Dodici giorni per trovare chi subentri ai Piazza
Ieri il segretario generale Simonelli ha consegnato documenti e assegno per la C Corsa contro il tempo per individuare la cordata che si accolli il salvataggio
REGGIO EMILIA
La classica quiete dopo la tempesta. All’indomani dell’annunciata iscrizione al campionato di serie C da parte della famiglia Piazza, sono arrivati i fatti.
Sono state protocollate ufficialmente le carte bollate tanto attese in questi ultimi giorni di telenovela granata.
Il segretario generale Nicola Simonelli in persona si è incaricato di consegnarle ieri in sede della Lega Pro a Firenze: la richiesta di iscrizione al prossimo campionato di serie C 2018/19 e l’assegno da 30mila euro, indispensabili a non perdere l’affiliazione alla Figc e conseguentemente il titolo sportivo.
Una storia che poteva finire in maniera tragica al termine di giugno guadagna altre puntate fino al 12 luglio, termine ultimo per presentare la famigerata fidejussione di 350mila euro.
È chiaro che nel caso si arrivasse a tale data senza sviluppi societari, la famiglia Piazza al 99,9% non presenterà alcuna garanzia bancaria e allora il nastro si riavvolgerebbe, tornando a presentare una situazione simile a quella dei giorni scorsi, ma con la certezza di dover ripartire nella migliore delle ipotesi dalla serie D.
Situazione ancora in stallo per quanto riguarda il passaggio di proprietà tra la famiglia Piazza e i possibili nuovi investitori. Dopo la decisione dell’attuale società di prendere tempo in vista di un passaggio di consegne iscrivendo la squadra al campionato di C, restano tre le diverse cordate contattate dal sindaco Luca Vecchi e che lo stesso primo cittadino si incaricherà di mettere in contatto con i Piazza.
La prima è quella legata agli sponsor attuali della Reggiana che potrebbero dare una mano assieme ad altri imprenditori che volessero entrare nel club. E difatti, l’incontro di giovedì tra il commercialista Corrado Baldini, rappresentante della cordata reggiana e l’ingegner Marco Arturo Romano – in uscita dal Livorno di Spinelli – era volto a intavolare un discorso di impegno collettivo.
L’altra pista nata venerdì viene da fuori provincia. Venerdì il sindaco ha incontrato un emissario di uomini d’affari del Veneto. Anche in questo caso difficilmente la cordata “estera” sponsorizzata dall’ex presidente della Reggiana Alessandro Barilli si accollerebbe l’intero onere della società e quindi i prossimi giorni, a cominciare da domani, saranno decisivi per mettere d’accordo tutti questi nuovi soggetti interessati con i Piazza.
Lo scoglio maggiore è rappresentato dai debiti della Reggiana, circa 5 milioni.
Il problema è che Mike Piazza non vuole più investire nel club e quindi, come due anni fa quando comprò la società da Medici e Compagni, si aspetta che sia chi entra a ripianare le perdite e i debiti contratti sotto la sua stessa gestione.
Nel 2016, infatti, versando 2,6 milioni di euro Piazza permise agli imprenditori casalgrandesi di ripianare parte dei debiti, lasciando la nuova società con poco più di 300mila euro di passivo.
Ora, anche legittimamente ma con tempi decisamente più stretti e con penalizzazioni già in arrivo per la stagione 2018/19, Mike chiede che siano i nuovi soggetti interessati ad occuparsene. Mentre chi vuole entrare, altrettanto legittimamente, chiede che sia l’attuale proprietà a pagare gli stipendi di maggio ai giocatori e ai dipendenti federali oltre che i contributi verso la Lega.
Vedremo nei prossimi giorni cosa succederà.
La Reggiana ha acquistato qualche giorno di vita, ma il rischio di questo stallo è di finire in stato vegetativo, per poi dover staccare la spina il 12 di luglio.
Sono 59 le squadre che hanno fatto richiesta di partecipazione alla C. Nonostante gli annunci di ripartire dall’Eccellenza, il Mestre non ha rinunciato all’iscrizione, mentre il Bassano è “confluito” nella nuova realtà vicentina L.R. Vicenza Virtus regolarmente iscritta.
Situazioni simili alla Reggiana – cioè iscrizione avvenuta senza fidejussione – sono quelle di Cuneo, Pro Piacenza e Juve Stabia. —
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