«La nostra richiesta di sospensione non è una bocciatura»
CORREGGIO. «L’esigenza di ridisegnare nel nostro territorio un nuovo modello organizzativo del sistema dell’emergenza territoriale è stato in questi anni fortemente voluto dalla nostra organizzazione...
CORREGGIO. «L’esigenza di ridisegnare nel nostro territorio un nuovo modello organizzativo del sistema dell’emergenza territoriale è stato in questi anni fortemente voluto dalla nostra organizzazione di concerto con la Cgil Medici».
Così la Cgil interviene sul dibattito scoppiato intorno alla riorganizzazione del sistema di emergenza: «Da anni la Fp Cgil e la Cgil Medici avevano posto la problematica di rivedere una organizzazione della rete dell'emergenza territoriale nella nostra provincia non più sostenibile per una serie di ragioni, in primis la grave carenza di medici specialisti (MET) tanto da chiedere un incontro che si è tenuto lo scorso anno a luglio in Conferenza Territoriale Socio-Sanitaria».
«In quella sede la direzione generale ha accolto la nostra richiesta e si è assunta come impegno prioritario di inserire nel PAL la riorganizzazione delle Rete territoriale dell'Emergenza Urgenza, potenziandone - attraverso l'inserimento dall'AIRE (Auto-Infermieristica) - l'offerta, per rispondere in modo più efficace e appropriato agli interventi da effettuare nel territorio reggiano - va avanti la nota - Va sottolineato che in una logica di potenziamento del servizio di Emergenza e Urgenza territoriale, raddoppiare nella nostra provincia, nella fascia diurna (8/20), il numero di ambulanze disponibili e, nelle ore notturne, da 6 a 10 mezzi, lo consideriamo un deciso e coraggioso passo in avanti dal punto di vista dell'ampliamento dell'offerta del servizio, della sua qualità e della valorizzazione professionale degli operatori coinvolti. Riteniamo inoltre che l'inserimento dell'auto infermieristica rappresenta un valore aggiunto per l'alta professionalità e le elevate competenze acquisite dagli infermieri in tutti questi anni di formazione maturata nei percorsi didattici e sul campo».
«L’avere individuato delle piattaforme dedicate alle auto mediche - si legge - consentirà di recuperare specialisti nei pronto soccorso della nostra provincia e di evitare così il formarsi di code. La nostra richiesta di sospensione della sperimentazione e l’immediata e urgente richiesta d'incontro con l'azienda non era volta a “cassare” il progetto, bensì a chiarire alcuni passaggi di natura organizzativa che, a nostro parere, non davano sufficienti garanzie sullo “start up” di un progetto di riorganizzazione già avviato il 18 giugno scorso sul quale ribadiamo di essere tra i primi sostenitori».
L’incontro ci sarà, venerdì, insieme Cisl Fp. —
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