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CASTELNOVO MONTI 

Precipita nel vuoto a 30 anni lo slakliner che si allenava alla Pietra di Bismantova

G.B.
Precipita nel vuoto a 30 anni lo slakliner che si allenava alla Pietra di Bismantova

L’incidente mortale è avvenuto sui monti Lessini, tra Verona e Trento. Matteo Pancaldi ha fatto un volo di 150 metri

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CASTELNOVO MONTI. Due amiche lo hanno vegliato fino all’arrivo dei soccorsi. Sotto shock, ma consapevoli di non poter abbandonare il corpo senza vita di Matteo Pancaldi.

È morto a 30 anni mentre praticava l’attività che più amava, la slackline. Uno sport estremo che consiste nell’attraversamento di vallate, gole o scogliere su una fettuccia elastica di pochi centimetri, mentre i metri di vuoto su cui si cammina sono diverse decine.

Uno sport che il giovane insegnante originario di Spilamberto (Modena) praticava spesso e volentieri sulla Pietra di Bismantova: c’era anche a lui a maggio per “Bismantova Highlith 2018”. Venerdì pomeriggio erano 150 i metri che separavano Matteo dal suolo, una caduta durata 5 secondi e che non gli ha lasciato alcuna speranza: il giovane è morto al confine tra le province di Verona e Trento nella zona del Corno d’Acquilio, sulle propaggini più a ovest della Lessinia che danno sulla Val d’Adige. Una zona che conosceva bene per avervi già praticato la slackline in passato.

LA CHIAMATA DISPERATA. L’allarme dei compagni, tra cui la fidanzata originaria del Veneto, è stato lanciato alle 18,45. La centrale del 118 di Verona è stata allertata per un incidente: dalle prime informazioni ricevute dai soccorritori una persona era caduta mentre arrampicava su una parete. Tuttavia, una volta giunto sul posto, l’equipaggio dell’elicottero di Verona ha subito visto tre slackline, una lunga e due più corte, stese tra le guglie che emergono dal bosco.

Proprio per la presenza delle fettucce aeree e per l’impossibilità di vedere tra la fitta vegetazione, l’elicottero ha fatto base a Malga Fratte, a cento metri di distanza in un prato, dove gli amici di Matteo si erano accampati per trascorrere la notte in tenda, come sempre quando uscivano nei weekend.

i soccorsi. Mentre l’elicottero volava e imbarcava squadre del Soccorso alpino di Verona e Ala per trasportarle in quota, a circa 1.380 metri di altitudine, il tecnico di elisoccorso si è calato nel canale e ha trovato il corpo esanime del ragazzo.

Le due amiche di Matteo sono state rassicurate e riaccompagnate alla macchina dai primi soccorritori arrivati, ai quali si sono aggiunti anche tecnici di Villa Lagarina e Rovereto.

cinque ore per il recupero. Impegnativo il recupero della salma, che è stata posta su una barella e sollevata verso l’alto nel canale per 250 metri, facendole superare salti di roccia di 20-30 metri, dopo aver attrezzato una teleferica.

Una volta in cima la barella è stata calata nel bosco sull’altro versante per circa 120 metri fino alla strada, per essere poi affidata ai carabinieri e alle onoranze funebri.

Le operazioni si sono concluse attorno alla mezzanotte, quindi circa cinque ore dopo la caduta.

nessuna inchiesta. La Procura di Verona, informata dai carabinieri dell’incidente, ha deciso di non effettuare alcun accertamento autoptico e di non aprire alcuna inchiesta. Evidenti le cause della morte del giovane e certa la ricostruzione della dinamica dell’incidente.

La salma di Matteo, al termine del complesso recupero, è stata affidata alla famiglia che la riporterà a Modena. I funerali sono ancora da fissare. —

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