Sorvegliato speciale evade dai domiciliari per la terza volta
REGGIO EMILIA. Ha il vizio di assentarsi: pizzicato per la terza volta fuori casa in orari notturni nonostante gli arresti domiciliari, è tornato in carcere Pablitos Torre, 34 anni.Sorvegliato...
REGGIO EMILIA. Ha il vizio di assentarsi: pizzicato per la terza volta fuori casa in orari notturni nonostante gli arresti domiciliari, è tornato in carcere Pablitos Torre, 34 anni.
Sorvegliato speciale con obbligo di soggiorno – in virtù della sua lunga fedina penale –, durante un controllo domiciliare le Volanti della polizia hanno accertato che Torre si era allontanato dal suo domicilio, nel campo nomadi di via Strozzi, dove il giudice aveva stabilito l’obbligo di permanenza notturna.
I poliziotti si sono messi sulle tracce di Torre e venerdì pomeriggio, quando il 34enne convocato si è presentato in questura in via Dante, per lui sono scattate le manette, per aver violato la misura di prevenzione cui era sottoposto.
Ieri mattina Torre, difeso dall’avvocato di fiducia Luca Tadolini, è comparso in tribunale per la direttissima: su disposizione del giudice monocratico resta in carcere.
Pablitos Torre è una vecchia conoscenza delle forze dell’ordine reggiane, per quanto riguarda i reati contro il patrimonio.
Nel maggio 2016 finì nella rete dell’Operazione Crash, condotta dalla Squadra Mobile, che smascherò un gruppo di persone la cui attività principale erano le spaccate notturne sulle auto in sosta: ai domiciliari finì, oltre a Torre, anche un 33enne (il palo), mentre un altro nomade e un magrebino (il ricettatore) rimediarono l’obbligo di firma. Nel mirino dei quattro, imparentati tra loro, c’erano sempre gli stessi parcheggi (al centro commerciale I Petali, all’Orologio, alla Mediopadana e al Mapei Stadium), ma la banda compiva trasferte anche nel Modenese e nel Ferrarese. Sei i colpi a loro attribuiti con certezza, anche se gli investigatori ne sospettarono parecchi altri.
A Torre si arrivò perché nei dintorni delle macchine (razziate di borse, computer e tablet) si aggirava sempre una vettura, poi risultata intestata alla sua convivente. —
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