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Addio ai superticket sanitari, resteranno solo per redditi alti

Luciano Salsi
Addio ai superticket sanitari, resteranno solo per redditi alti

Saranno aboliti dal primo gennaio per i farmaci e le prestazioni specialistiche  L’annuncio del presidente Bonaccini: «Risposta concreta ai bisogni dei cittadini»

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REGGIO EMILIA. Dal primo gennaio prossimo non dovremo più pagare il superticket. La Regione ha deciso l’abolizione del balzello introdotto dal governo Berlusconi nella rovente estate del 2011 per rappezzare i buchi del bilancio pubblico e arginare la disastrosa crescita dello spread.

Se ne avvantaggeranno 900mila cittadini appartenenti ai ceti medi e medio bassi. La tassa aggiuntiva continuerà a gravare solamente su chi ha un reddito fiscale familiare superiore a centomila euro. Il ricavato contribuirà ad azzerare una parte dello stesso ticket ordinario di 23 euro, quello imposto sulle prime visite per i nuclei familiari numerosi con due o più figli, che sono circa 330mila, composti complessivamente da un totale di un milione e mezzo di cittadini residenti.

Il costo dell’operazione, calcolato in 33 milioni, sarà interamente coperto da fondi regionali. Il superticket, dal quale sono esentati i redditi familiari fino a 36.152 euro (fascia R1), viene applicato dalle regioni in forme diverse. L’Emilia-Romagna ha adottato un criterio di progressività, imponendo un contributo minimo per la fascia R2, con redditi fino a 70mila euro, medio per la R2 (fino a 100mila) e massimo per la R3 (redditi oltre i 100mila euro). Al ticket ordinario si aggiunge così una cifra che arriva fino a due euro a confezione per i farmaci (con tetto massimo di 4 euro a ricetta) e fino a 10 euro per ogni prestazione specialistica.

La cancellazione del superticket farà mancare al bilancio regionale 22 milioni all'anno. Altri 10,6 milioni dovranno essere trovati per togliere il ticket sulle prime visite alle famiglie numerose. Non basteranno gli otto milioni derivanti dal superticket mantenuto per chi ha un reddito familiare superiore a centomila euro. Tuttavia le finanze regionali basteranno per coprire l'intera manovra. Lo hanno assicurato il presidente della Regione, Stefano Bonaccini, l'assessore alle PolItiche per la salute, Sergio Venturi, e la direttrice generale, Kyriakoula Petropulacos, illustrando ieri a Bologna le misure adottate.

Bonaccini ha evidenziato che esse sono state rese possibili dalla razionalizzazione della spesa, che in tre anni ha fatto risparmiare alla Regione 445 milioni, di cui 370 nella sanità, grazie alla centrale unica per gli acquisti nella pubblica amministrazione: «Una regione virtuosa e con i conti in ordine – ha detto il presidente – può permettersi di guardare ai bisogni dei propri cittadini e trovare risposte concrete».

«Continuiamo – ha aggiunto l’assessore Venturi – a tutelare i cittadini meno abbienti, agevolando contemporaneamente le famiglie numerose e quella grandissima parte della popolazione che si colloca negli scaglioni di reddito intermedi». —

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