Camionista muore in moto precipitando nella scarpata
Stefano Moretti, 37enne di Taneto, è volato nel vivaio Neri I residenti sono accorsi in strada: «Svegliati da un boato»
GATTATICO
«Abbiamo sentito un gran botto e, quando siamo usciti, c’erano già delle persone che hanno allertato il 118».
È quanto hanno udito i residenti di Ponte Enza alle 2 di notte tra sabato e ieri: era la moto di Stefano Moretti, 37enne di Taneto di Gattatico, che sbatteva contro il guard rail. L’uomo è poi volato dal ponte sull’Enza, precipitando per oltre dieci metri.
Moretti era in sella alla sua Suzuki 1000 e, proveniente dalla via Emilia, viaggiava verso Parma quando all’improvviso, ad appena due metri dall’inizio del ponte, il mezzo ha sbandato.
Sulla dinamica si possono solo fare delle ipotesi: forse il motociclista ha imboccato male la semicurva all’inizio del ponte, forse un colpo di sonno o la velocità. Quel che è certo è che l’incidente non ha visto il coinvolgimento di altri veicoli. La moto ha sbattuto contro il guard rail sul lato ed è rimasto sulla carreggiata, il motociclista è stato sbalzato, ha travalicato le barriere protettive (innalzate l’anno scorso) ed è precipitato per oltre dieci metri.
Il corpo è ricaduto nel letto dell’Enza, nel terrapieno del vivaio di Attilio Neri che costeggia l’alveo del torrente, distante diversi metri. Un volo impressionante e un impatto traumatico che non ha lasciato scampo al 37enne. È deceduto all’istante.
Un tunisino abitante nei pressi del ponte, udito il botto, è uscito sulla strada, insieme ad altri residenti e ad alcuni avventori del vicino bar gestito da cinesi e sempre aperto: sono stati loro ad allertare il 118. Ad essere stati svegliati dal rumore sordo anche i titolari del vivaio, che era finito sott’acqua durante l’ultima piena dell’Enza. «Ho sentito un boato e poi l’abbaiare dei cani – racconta Rita, moglie di Neri – Non avrei mai pensato che fosse morto. Tra l’altro, quando ci hanno detto il nome, sono rimasta di sasso: conosciamo il papà. Questa è una brutta posizione, in passato sono avvenuti altri incidenti mortali».
Sul posto sono convogliati a sirene spiegati i carabinieri di Poviglio e quelli di Brescello, per i rilievi di rito, ambulanza e automedica. I sanitari si sono indaffarati accanto all’uomo, nella speranza di far riprendere il battito del cuore: ma non c’è stato nulla da fare. Solo verso le 5, rimossa la moto, il corpo è stato recuperato e trasportato al cimitero di Coviolo, a disposizione della magistratura, che dovrà decidere se far eseguire l’autopsia, sebbene non sussistano dubbi sulla causa del decesso.
La terribile notizia, ieri mattina si è diffusa come un lampo a Sant’Ilario e Gattatico, dove Stefano Moretti (nato il 16 febbraio 1981) ha sempre vissuto ed era parecchio conosciuto. «Stavo facendo la spesa quando ho saputo – commenta il sindaco di Sant’Ilario Marcello Moretti – Conosco la famiglia perché sono miei vicini di casa, nella zona del campo sportivo di Taneto, e incrociavo spesso Stefano al bar Tam Tam, dove l’ho visto una settimana fa. Tra l’altro ho in comune con suo padre l’omonimia e scherzavamo su questo. Era buono, gioviale e sorridente: ispirava una naturale simpatia, era facile andare d’accordo con lui. Ieri sono passato al bar Tam Tam ed erano tutti scossi e increduli».
In lutto anche la Bertani Trasporti Sas. «Mi ha avvisato la sorella. Sono senza parole, un dispiacere enorme – dichiara il titolare Gianluca Bertani – Stefano era un autista giornaliero. Bravissima persona, volenterosa, nulla da eccepire sul lavoro. Non l’ho mai visto in moto: partiva all’alba e arrivava in auto. La ditta parteciperà al funerale, non appena sarà fissato». —
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