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l'intervista

«Mike nero dopo il rigore al Siena da lì è iniziato questo calvario»

Juri Panciroli
«Mike nero dopo il rigore al Siena da lì è iniziato questo calvario»

Il difensore Alessandro Bastrini rivela i retroscena degli ultimissimi giorni della stagione «Ci sono cose che non conosciamo, l’eliminazione è la goccia che ha fatto traboccare il vaso»

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REGGIO EMILIA. «Sono positivo e spero che finisca bene questa vicenda. Ci sono tanti tifosi, molti altri dicono di esserlo anche se magari a volte si defilano, ma tutti potrebbero aiutare la Reggiana a continuare la sua storia adesso che si cerca un acquirente, perché quest’anno ci hanno tolto la possibilità di salire in serie B ma prima o poi una piazza come Reggio dovrà essere promossa».

È ancora viva la ferita del centrale difensivo Alessandro Bastrini dopo l’eliminazione ai quarti di finale playoff.

In particolare fa al difensore fa malissimo ripensare a quel fantomatico rigore concesso al Siena dal fischietto Pierantonio Perotti all’ultimissimo giro di lancette. Il primo pensiero di Bastrini è proprio per quel penalty.

«Tutti hanno visto che quel rigore concesso al ’97 non c’era assolutamente - continua il difensore -. Quella decisione arbitrale ha rovinato una squadra, una società, i nostri sogni e quelli dei tifosi. L’arbitro ha fatto proprio un bel “casino” e i problemi si stanno trascinando ancora oggi con l’iscrizione. Il patron granata Mike Piazza era veramente arrabbiato dopo quella partita finita male e da lì è iniziato tutto questo calvario».

Non fu comunque non fu quella la miglior Reggiana vista in stagione.

«Giocammo sottotono rispetto all’andata o alle partite con la Juve Stabia. Abbiamo preso un gol stupido nel primo tempo quando la sensazione era di non prenderlo mai nonostante la loro pressione, ma nella ripresa la nostra voglia di pareggiare ci ha fatto prendere il sopravvento in mezzo al campo e dentro di noi c’era la convinzione di potercela fare. E infatti al 94’ eravamo stati premiati poi quel rigore….Un peccato, perché aver raddrizzato il match nel finale ci avrebbe dato una spinta incredibile nel prosieguo dei playoff e tutto sarebbe stato da giocare, a maggior ragione dopo che abbiamo visto vincere una squadra alla vigilia non pronosticata».

Dopo l’eliminazione il saluto al Mirabello e, il 12 giugno scorso, la notizia del disimpegno dei Piazza…

«C’è stata un cena poi ognuno a casa sua. Uscita la notizia dell’intenzione dei coniugi Piazza di mollare mi sono sentito con Paolo Rozzio, ma non abbiamo mai parlato del futuro della società anche perché, soprattutto quelli che sono ancora sotto contratto, stanno aspettando l’evolversi della cose, quindi più che altro parlavamo della ferita ancora aperta di questa ultima partita perché in carriera non mi era mai capitata un’eliminazione ingiusta così».

Ma il patron aveva manifestato il desiderio di lasciare la società negli ultimi tempi?

«Assolutamente no. È sempre venuto negli spogliatoi prima delle partite importanti dando tanta carica a tutti, da uomo di sport a livelli altissimi come era. Sapeva come parlarci, era sempre presente agli allenamenti. Io non avevo mai avuto un presidente col quale poter parlare come ad un amico. Sinceramente questa scelta non è comprensibile e sono convinto che loro sappiano cose che noi giocatori o altre persone non conoscono. Non so se a livello economico o sotto altri aspetti, ma sono convinto che ci sia qualcosa sotto che non conosciamo perché qualcosa deve essere successo. E probabilmente l’esito dell’ultima partita è stata solo la goccia che ha fatto traboccare il vaso».

Se le cose si sistemassero tornerebbe a dirigere la difesa granata?

«Avevo parlato in società dell’eventualità di rimanere ma per ora il 10 luglio riparto a Cremona. Reggio sarebbe comunque la mia prima destinazione perché mi ha colpito questa piazza con tanto seguito sia in casa che in trasferta. Merita categorie superiori, quindi ora pensi ad iscriversi e poi sono sicuro che farà un campionato di livello perché la base rimasta è forte. Saprà ripartire perché ci sono diversi giocatori di categoria superiore in rosa e, senza spendere tanto, si avrebbe già una squadra molto competitiva con un gruppo meraviglioso». —


 

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