Muore durante la Marmolada historic trail, il cuore del podista cede prima della salita
Guastalla, la tragedia ieri in provincia di Belluno. Marco Cantù, 57 anni in agosto, artigiano, era in montagna con la compagna
GUASTALLA. È arrivato fino alla prima salita, il muro di Porta Vescovo, ad appena un’ora di marcia dallo start della Marmolada Historic Trail, la corsa podistica che si svolge ogni anno nel territorio di Belluno, poi il cuore ha ceduto. Marco Cantù, che avrebbe compiuto 57 anni in agosto, buona parte della vita trascorsa a Guastalla dove è nato, residente negli ultimi anni a Dosolo, in provincia di Mantova, appassionato di corsa e trekking, è morto durante la competizione. Aveva raggiunto la località montana, per il secondo anno consecutivo, assieme alla compagna, Nadia Boni, di Correggioverde, per trascorrere assieme qualche giorni di vacanza.
La tragedia. Cantù, artigiano lattoniere, titolare di un’azienda, è partito, assieme a tutti gli altri concorrenti, attorno alle 9,30 per percorrere i 21 chilometri di montagna che separano il rifugio di Passo Fedaia, la partenza della corsa, al traguardo al rifugio Padon, un percorso attraverso i luoghi della Prima guerra mondiale, difficile e per atleti allenati. «Lui lo era – afferma Giovani Iembo, presidente dell’A.S. Gualtieri 200 presso la quale Cantù era tesserato da ormai quattro anni – Anche se correva a livello amatoriale, aveva un fisico temprato».
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Alle 10,40, raggiunta l’erta di Porta Vescovo, Cantù si è accasciato al suolo. I primi soccorsi sono arrivati immediatamente, portati da un’altra concorrente che era a poche decine di metri da lui. La ragazza, appartenente al Soccorso alpino, si è resa subito conto che le condizioni dell’uomo erano estremamente gravi e, dopo aver chiamato il 118, ha iniziato le manovre di rianimazione che sono proseguite fino all’arrivo dell'elicottero dell'Aiut Alpin Dolomites. Ma per Marco non c’è stato nulla da fare: al personale medico non è rimasto altro che constatare il decesso dell'atleta.La salma è stata trasportata ad Arabba, presenti i carabinieri e il Soccorso alpino di Livinallongo.
Domenica scorsa il primo malore. «Marco si allenava spesso – prosegue Iembo – ma evidentemente qualcosa nel suo fisico non andava come doveva. Domenica scorsa, infatti, abbiamo partecipato assieme a una gara a Schia, in provincia di Parma, un percorso facile, ma nonostante questo Marco mi ha detto che faceva fatica, che non si sentiva bene». Eppure ha continuato, perché la corsa, lo sport, era la sua passioni.
Un uomo generoso. E amava condividerlo con gli amici: con loro, ogni anno, organizzata un torno di calcetto di beneficenza nella parrocchia della Madonna della Porta. E ieri sera il dj Sauro del Pass Partù di Guastalla, grande amico di Marco, ha annullato la serata in segno di lutto.
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