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applicata con successo la procedura 

Legge salva-suicidi, primo caso a Reggio Emilia: un’azienda di trasporti estingue il debito

Tiziano Soresina
Legge salva-suicidi, primo caso a Reggio Emilia: un’azienda di trasporti estingue il debito

Imprenditore della Bassa indebitato per 200mila euro ottiene uno sconto e riesce a saldare le pendenze: la ditta è ripartita

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REGGIO EMILIA. È uno dei primi casi chiusosi con un esito positivo in Italia e ancora più specificatamente nella nostra regione.

Stiamo parlando di un imprenditore della Bassa reggiana, proprietario di una ditta di autotrasporti, che grazie alla legge numero 3 del 27 gennaio 2012 – la cosiddetta legge “salva suicidi” – ha potuto evitare la chiusura della sua attività grazie ad uno stralcio dei propri debiti.

L'imprenditore 55enne – assistito dall'avvocato parmense Andrea Cantoni e dai commercialisti reggiani Luca Galimberti e Fabio Gennaro dello studio G&G Consulting – ha infatti avuto accesso alla procedura introdotta a suo tempo dal Governo Monti, il che gli ha consentito di ottenere uno sconto e dilazionare i debiti, accedendo ad un piano di rientro nei confronti dei creditori.

Attiva in maniera stabile ed efficiente da oltre vent'anni, la ditta dell'imprenditore reggiano intorno al 2008 entra in uno stato di difficoltà economica dovuto alle ripercussioni della crisi globale e al calo di fatturato che interessa in particolare il settore degli autotrasporti su gomma. Tentando di mantenere fino all'ultimo il livello occupazionale, il 55enne sceglie in un primo momento di non ridurre il personale, maturando debiti con i fornitori dell'impresa: in un secondo momento è tuttavia costretto a licenziare anche i dipendenti a causa del livello debitorio importante, circa 200mila euro, maturato nei confronti di Equitalia e verso enti previdenziali per imposte, tasse e oneri contributivi, nonché aggi di riscossione.

É a questo punto che l'imprenditore sceglie di rivolgersi ai professionisti citati per accedere alla legge sul sovra indebitamento, avvalendosi delle procedure che consentono di concludere un accordo di ristrutturazione del debito con i creditori, soggetto ad omologa del Giudice delegato, nell'ambito della procedura di composizione della crisi disciplinata dalla citata legge.

Grazie infatti al ricorso alla Legge 3 del 2012, l'imprenditore ha potuto dimezzare il suo debito e dilazionarlo in tre tranches più facilmente gestibili da un punto di vista economico.

«La salva suicidi è importante non soltanto per artigiani, piccoli imprenditori e agricoltori che si trovano a vivere una condizione di grave difficoltà economica – spiegano i tre professionisti che hanno affrontato il caso – ma anche per tutti quei privati cittadini che, a fronte di una forte situazione di indebitamento dovuta alla crisi o alla perdita del lavoro, si trovano a perdere la casa e quindi, di conseguenza, si sentono in mezzo a una strada. È una legge che tutela le persone che hanno agito nella correttezza e che non riguarda invece chi ha agito con avventatezza. Non sono poche le persone – rimarcano – che, a fronte di particolari situazioni di crisi economica, si chiedono come uscirne e proprio per questo la conoscenza di un simile provvedimento dovrebbe essere promossa e divulgata sempre di più, per permettere a chi ha perso la speranza di tornare a vivere e costruirsi un solido futuro”. —


 

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