«Mi accoltellò in soggiorno» Ma l’ex compagna nega in aula
Iniziato il processo nei confronti della 37enne accusata dall’ex convivente La donna replica in udienza: «Lui scese al piano terra e ritornò sanguinante»
POVIGLIO. Come si è visto anche ieri in tribunale a Reggio Emilia – con qualche frizione di troppo nel corridoio – resta piuttosto teso il rapporto fra due ex conviventi.
Il processo è delicato, perché l’ex compagna – 37enne d’origine pugliese – è accusata di lesioni aggravate: i carabinieri ritengono (e l’hanno confermato anche ieri in aula) che lei abbia accoltellato l’ex convivente l’8 maggio di cinque anni fa.
FERITO IN SOGGIORNO. Un’indagine che era partita d’ufficio una volta che il ferito era stato portato al pronto soccorso per essere medicato. Quel giorno l’uomo si era recato nella casa dove l’ex vive con i tre figli nati dalla loro unione: voleva stare un po’ di tempo con la figlia più grande (ora maggiorenne). E lui sostiene d’essere stato poi accoltellato in soggiorno, da qui anche la costituzione di parte civile nel procedimento. Nel successivo sopralluogo i carabinieri hanno trovato tracce di sangue sul divano.Una versione negata con forza, in udienza, dalla donna sulla scia delle domande che gli sono state poste – è difesa dal legale parmense Claudia Pezzoni, sostituita ieri dalla collega Sara Della Cantera – dando così una sua ricostruzione dei fatti.
Ha parlato inizialmente della relazione durata 15 anni, dei tre figli che sono nati, poi l’improvvisa decisione del compagno di lasciarla il 13 febbraio 2013, alla vigilia di San Valentino. I due non avrebbero avuto più contatti: «Se cercavo di chiamarlo sul telefonino era sempre irraggiungibile, non teneva i rapporti con i figli – entra nel merito la 37enne davanti al giudice Stefano Catellani – finché l’8 maggio è venuto a casa da noi».
«COLPITO DA ALTRI». E qui il racconto della donna devia di parecchio dalla ricostruzione fatta dagli inquirenti, perché spiega che mentre stavano discutendo dei loro problemi, specialmente dell’abbandono dei figli da parte dell’ex convivente, lui era stato chiamato al telefono. A quel punto – sempre secondo la deposizione dell’ex compagna – l’uomo sarebbe sceso al piano terra (la donna con i figli abita al secondo piano) per poi risalire tempo dopo sanguinante. «Ero già in camera da letto a dormire – rimarca la 37enne – e lui mi ha svegliato. Ho visto che era ferito, perdeva sangue. Ma non mi ha detto chi l’aveva colpito. Subito, insieme a due figli, l’ho accompagnato dalla guardia medica di Poviglio, poi è stato deciso che fossero necessarie delle medicazioni in ospedale.
Una testimonianza fatta alla presenza dell’ex compagno. Sullo sfondo i cattivi rapporti dettati dal fatto che lei con i tre figli si è sentita completamente abbandonata dal compagno.
L’udienza si è chiusa con la deposizione della figlia maggiore. Si tornerà in aula l’8 ottobre. —
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