Crisi della Reggiana, per l’iscrizione della squadra alla C servono quattro milioni di euro
Intanto ieri il sindaco ha ricevuto un’altra manifestazione di interesse per l’acquisizione della società granata
REGGIO EMILIA. I giorni passano e le nubi sul futuro della Reggiana restano. E forse si addensano. I fronti aperti sono, in questo momento almeno un paio. Da un lato, nel suo ufficio in via Mogadiscio, il direttore commerciale di Ac Reggiana 1919 Daniele Rocchi che - come recita l’annuncio pubblicato sul sito della società - dovrà valutare e girare alla famiglia Piazza tutte le manifestazioni d’interesse. È lì che - a orario d’ufficio - Rocchi aspetta che qualcuno chiami, si faccia vivo al telefono. E - immaginiamo - che lui diligentemente prenda nota e poi giri ai Piazza i possibili acquirenti.
L’altro fronte, più istituzionale, è quello che suo malgrado ha come terminale il primo cittadino di Reggio. Dal 12 giugno scorso, ovvero dal giorno dopo l’annuncio shock dei Piazza, al telefono del sindaco è arrivato di tutto. Proposte, manifestazioni di interesse, o semplici tentativi di esplorazione da tutte le regioni d’Italia.
É dall’ufficio del sindaco, dai suoi contatti con alcuni commercialisti reggiani che si è materializzata, ad esempio, la cordata - inizialmente solo reggiana - di imprenditori interessati al salvataggio della Reggiana. Dopo un primo incontro con queste realtà, i Piazza hanno deciso di versare i soldi necessari per l’iscrizione al campionato di serie C.
Invero, la mossa che ha illuso subito tanti tifosi, era dettata più dalla necessità per Mike e Alicia di evitare guai penali oltre che penalizzazioni per la squadra. Non a caso, a suggerire caldamente ai Piazza di iscrivere la squadra sarebbero stati i revisori della società durante l’assemblea dei soci, che altro non era che un faccia a faccia - tirato, visti i conti - tra Mike Piazza e sua moglie, rispettivamente presidente e vice della società granata.
Poi però quella mossa non ha avuto seguito. I Piazza non solo non hanno garantito la fidejussione da 350mila euro necessaria anch’essa per l’iscrizione alla C. Ma avrebbero anche fatto dietrofront sul versante del pagamento di stipendi e contributi. E questo mentre anche l’ex stella del baseball, nel frattempo rientrato a Reggio dagli States, si era messo al tavolo con il gruppo dei reggiani, un imprenditore romano che ha interessi in Toscana e il trait d’union Tito Corsi.
Poi il silenzio. E a fmaar calare questa cappa di silenzio, la pesantezza dei conti granata. Che nonostante nessuno abbia ancora avuto modo di vedere, cominciano ugualmente nella sostanza a trapelare.
Oltre i 350mila euro, ci sono quasi due milioni di debiti verso fornitori. E un terzo di questa cifra è ciò che la Reggiana deve alla Mapei per l’affitto dello stadio Città del Tricolore. Poi ci sono circa 1,5 milioni di euro che la Reggiana deve ai dipendenti in stipendi e contributi. E proprio i dipendenti, in queste ore hanno chiesto un incontro al sindaco. —
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