Rapina alla Sala Vlt con schiaffi, calci e pistola alla tempia ad addetto e amico
Violento blitz di due banditi all’Admiral di via Da Torricella Il dipendente 32enne e il 22enne sono stati chiusi in bagno
REGGIO EMILIA
Il giovane ha dichiarato di essere andato a trovare l’amico, dipendente di una sala giochi, per fare due chiacchiere. Non immaginava, il reggiano 22enne, che si sarebbe trovato nel bel mezzo di una violenta rapina a mano armata che lo avrebbe fatto finire all’ospedale.
Sono le 3 della notte tra sabato e domenica e la sala Vlt “Admiral” di via Daniele da Torricella, al Buco del Signore, è come sempre aperta, 24 ore su 24. In quel momento però il locale è deserto: presenti solo l’addetto di turno, un 32enne, e l’amico 22enne.
I due stanno parlando accanto alle casse, nel corridoio che collega la prima sala (dedicata alle slot) alla seconda sala, da biliardo e altro.
All’improvviso sbucano due sconosciuti, entrambi con il passamontagna sul volto e i guanti. Uno impugna una pistola (non è dato sapere se l’arma fosse vera o giocattolo), si avvicina al dipendente e gliela punta alla tempia. «Apri la cassaforte», intima al malcapitato, mollandogli diversi ceffoni per essere più persuasivo.
L’addetto del turno di notte spiega ai banditi che nemmeno lui può aprire la cassaforte temporizzata: il sistema è automatico, per poter arrivare al contenuto occorre attendere almeno mezz’ora.
L’altro rapinatore afferra l’amico 22enne, lo porta dietro al bancone, lo fa sdraiare a terra e comincia a pestarlo con schiaffi e calci. Il dipendente li supplica di smettere e ribadisce: non può far nulla per aprire il forziere, è inutile usare questi metodi. A questo punto i due rapinatori, con un occhio ai minuti che passano, si “accontentano” e ordinano all’addetto di consegnare il denaro presente in cassa: 2.500 euro. L’irruzione dura 5 minuti.
Ottenuto il malloppo, i banditi spingono a forza le due vittime in bagno. «Uscite solo quando saremo andati via», raccomandano perentori i banditi, che non chiudono a chiave: a loro basta il tempo necessario per fuggire senza testimoni. I prigionieri ubbidiscono: liberi di muoversi ma terrorizzati, stanno in ascolto ed escono solo quando nessun rumore proviene dall’esterno.
L’allarme al 113 da parte dei due scatta intorno alle 3.30 e, quando sul posto arriva la polizia in forze, trova le vittime terrorizzate e con varie ecchimosi al volto.
I giovani hanno descritto i banditi come alti (entrambi 1.80), dall’accento con tutta probabilità straniero. I pestati, alquanto scossi, sono stati trasportati al pronto soccorso dell’ospedale Santa Maria Nuova e dimessi dopo gli accertamenti; al 22enne, che ha avuto la peggio, è stata assegnata una settimana di prognosi.
Gli esperti della scientifica hanno scandagliato i locali della sala scommesse, rimanendo sul posto per ore. Pochi gli elementi: i banditi sapevano che la sala Vlt è dotata di telecamere in ogni angolo e non hanno lasciato nulla all’improvvisazione, rimanendo appostati all’esterno dove con tutta probabilità avevano un “palo”. Ora si spera nei filmati del sistema a circuito chiuso. —
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