Reggio Emilia, salire sulla Torre del Bordello? Una meraviglia ma solo per pochi
Ogni settimana è ammessa una trentina di persone Le aperture avvengono infatti soltanto al sabato sera
REGGIO EMILIA
È davvero suggestivo salire sulla Torre del Bordello. Peccato sia un privilegio concesso a pochi. Ogni settimana solo una trentina di persone viene infatti ammessa alla splendida vista della città di Reggio che si gode dall’alto: con un colpo d’occhio, si spazia sull’antico esagono e ci si spinge ben oltre le colline a Sud e la stazione dell’Alta Velocità a Nord.
Le visite sulla Torre sono infatti contenute e limitate nei giorni e negli orari. La Torre del Bordello è stata aperta solo quattro volte nel mese di maggio, sei in giugno (nelle serate di sabato e nel primo mercoledì rosa) e la stessa cosa accadrà nei quattro sabato di luglio. E così la gente è costretta a fare la fila. Sì, perché alle 21.15 salgono i primi 15 arrivati che si sono messi in coda, almeno tre quarti d’ora prima, davanti alla porta d’ingresso che è collocata sotto il portico di piazza Casotti. Sono i fortunati che riescono a vivere questa spettacolare esperienza quando ancora il sole non è sceso ed illumina, nel tramonto, tutta la scena. Altri 15 potranno salire un’ora più tardi, alle 22.15. Il fatto è che per guadagnare i posti privilegiati è necessario arrivare con largo anticipo. Altrimenti c’è l’attesa o addirittura la rinuncia. Dopo il trentesimo posto in fila c’è il rinvio al successivo fine settimana. È quanto accade ora, finché non saranno organizzate altre visite indicate per il momento in un piccolo depliant che segnala tre ascese il mattino e altrettante al pomeriggio e alla sera. «Al momento – spiega il personale in servizio – le ascese avvengono solo il sabato nelle ore serali». Tutto questo dopo avere rilasciato una liberatoria: le salite sconsigliate a chi soffre di vertigini, a chi ha problemi motori, a donne in gravidanza, ai minori di 8 anni. E sono vietate agli animali.
Lassù, per chi ci arriva, è una meraviglia. La torre, costruita ad iniziare dal 1488, s’innalza per 51 metri e consente, al settimo piano, una vista a 360 gradi. È il punto più alto del centro storico e pare abbia preso questo nome perché si trovava vicino al bordello comunale collocato nella piazzetta sottostante. A questo tema dedica diverse riflessioni una guida plastificata che il visitatore incontra in uno dei piani che si incontrano salendo.
La costruzione fu eretta per ospitare l’archivio comunale che in precedenza era custodito nella torre dell’orologio di Piazza del Monte dove – secondo alcuni documenti – c’erano solo buio e sorci.
Nella prima fase la Torre del Bordello misurava 38 metri ed era sormontata da merli guelfi. Più tardi l’aggiunta di altri 13 metri e la decorazione con una finta merlatura ghibellina ed affreschi. Terzo intervento nel 1626 per problemi di stabilità e la discesa a livelli inferiori, per alleggerirla del peso, della grande campana che s’incontra quasi in vetta e che reca il nome del costruttore, lo stemma della comunità e le figure dei Santi protettori della città Crisante e Daria. Durante i due conflitti mondiali la torre servì da postazione antiaerea (un murales interno lo conferma). All’ultimo piano il pennone che sorregge il Tricolore che sventola sopra tutto. La salita avviene per un tratto con un piccolo ascensore poi con 112 gradini in legno che inducono ad una lenta e attenta scalata. È una piccola fatica, ma una volta lassù capisci che n’è valsa la pena. Reggio dall’alto è veramente bella. Varrebbe la pena consentire a molte più persone – sia turisti che reggiani – di darvi una occhiata. Forse ci accorgeremmo che non abbiamo nulla da invidiare alle città ducali che per lungo tempo ci hanno dominato. —
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