Autista aggredito da un ciclista «Mi hanno salvato i miei passeggeri»
Il conducente: «L’ho filmato mentre dava calci all’autobus» Poi l’inseguimento: «Voleva aspettarmi al capolinea»
REGGIO EMILIA. «Mi ha aggredito alle spalle. Non mi ha fatto del male solo perché i passeggeri sono riusciti a fermarlo. Conserverò la maglietta a brandelli, mi servirà per ricordare che ormai noi autisti siamo vulnerabili e sempre in pericolo».
A parlare è l’autista di Seta che, martedì sera, era alla guida dell’autobus della linea 4. «Preferisco non scrivere il mio nome – dice – perché ho paura che quell’uomo mi trovi ancora». Ma l’accaduto lo vuole raccontare, «perché bisogna fare sapere in quali condizioni ci troviamo a lavorare».
Erano da poco passate le 19. L’autobus era fermo all’incrocio tra viale 4 Novembre e piazza del Tricolore. «Nello specchietto retrovisore ho visto il ciclista – racconta l’autista – si era appoggiato alla fiancata destra, più o meno all’altezza delle porte centrali. Ho capito subito che non l’aveva fatto casualmente, infatti quando è scattato il semaforo verde non si è spostato».
Ed è allora che sono iniziati i guai. «Se mi fossi mosso l’avrei fatto cadere a terra, non potevo proprio avanzare. Così ho aperto le porte anteriori dell’autobus e gli ho detto di spostarsi, allontanarsi dal mezzo, ma lui niente, non si muoveva».
«A quel punto – spiega l’autista – mi sono ricordato di quella donna che qualche mese fa aveva fatto finta di essere stata investita dall’autobus, e ho capito che dovevo muovermi con cautela. Tuttavia dovevo ripartire, ormai avevo accumulato parecchio ritardo e l’autobus era pieno. Così ho aperto le porte centrali e sono andato a parlare con quell’uomo per farlo spostare. Non riuscendoci, ho provato ad allontanare la bicicletta e lui ha iniziato a inveire e sputarmi addosso. Ho capito di essere in pericolo e sono corso sull’autobus, ma lui ha afferrato la mia maglietta strappandola. Grazie all’aiuto dei passeggeri sono riuscito a tornare a bordo e chiudere le porte».
Partire era ancora impossibile, però. «L’uomo aveva mollato la bicicletta per tirare calci e pugni alle porte anteriori dell’autobus. Almeno sono riuscito a filmarlo con il telefonino».
Solo all’arrivo di un altro autobus («Il collega ha filmato quanto stava accadendo con le telecamere anteriori») l’autista è riuscito a partire. «In realtà – racconta – quell’uomo mi ha inseguito di fermata in fermata, voleva aspettarmi al capolinea. Ancora una volta mi sono trovato in difficoltà: avevo paura che mi si buttasse sotto l’autobus, quindi andavo lentamente, ma così facendo gli permettevo di anticiparmi. Quando ormai mancava poco al capolinea ho chiamato i carabinieri: l’uomo è stato fermato e identificato in via Curie». Una brutta disavventura, terminata con una denuncia a carico del ciclista e tanta paura «perché Reggio alle 19.30 è terra di nessuno».—
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