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Ferrarini ha detto no ai fondi e punta forte su Confindustria

E.L.T.

Nota di Italmobiliare e QuattroR  sull’interruzione della trattativa dall’azienda di Lisa Ferrarini  manager che si sta affermando nell’associazione nazionale

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REGGIO EMILIA. Stop alle trattative per la vendita della partecipazione di maggioranza del Gruppo Ferrarini. In una breve nota stampa diffusa martedì sera Italmobiliare e QuattroR informano di avere ricevuto dai soci del gruppo reggiano dei salumi una dichiarazione unilaterale di interruzione delle trattative in essere, il cui avvio era stato comunicato lo scorso 13 giugno. «Italmobiliare e QuattroR si riservano ogni iniziativa a tutela dei propri diritti», conclude il comunicato.

Una notizia della quale si è parlato ieri nelle retrovie dell’assemblea di Unindustria Reggio Emilia, dove Lisa Ferrarini (assente ieri) ha un suo peso specifico, e che avrebbe probabilmente preferito una persona a lei più vicina rispetto al neo presidente Fabio Storchi, per poter così contare sulla territoriale di casa sua per tentare di salire ancor di più le scale della Confindustria nazionale. Le capacità manageriali dell’industriale reggiana sono indubbie, come prova la capacità produttiva e commerciale della sua azienda, che soffre però sul lato finanziario, che verrebbe alleggerito con l’entrata dei fondi, per ora lasciati fuori dal cancello della villa di Rivaltella, storica sede dell’azienda.

Lisa Ferrarini è già vice presidente nazionale di Confindustria con delega per l’Europa, apprezzata dagli industriali del Nord e in giunta con il presidente Vincenzo Boccia, sostenuto da Reggio Emilia, territoriale determinante per la sua vittoria contro Alberto Bombassei. La reggiana sarebbe uno dei potenziali petali nella rosa in mano ai “falchi” che potrebbero proporle di tentare la scalata alla presidenza nazionale. Aspirazioni premature, visto che mancano ancora due anni alla scadenza. Per poter eventualmente correre a livello nazionale, Ferrarini ha bisogno di mantenere il comando dell’azienda e di sciogliere i nodi finanziari.

In questo scenario erano giunti a sorpresa pochi giorni fa i due fondi italiani QuattroR e Italmobiliare, che sarebbero stati pronti a puntare 100 milioni di euro sui salumi Ferrarini. L’azienda reggiana alfiere dell’agroalimentare italiano è infatti industrialmente sana ma appesantita da una costante tensione finanziaria che si è acuita con il crollo delle banche venete.

I prestiti pendenti e il deprezzamento delle partecipazioni di istituti come la Popolare di Vicenza, avevano sovraesposto la famiglia e quindi l’azienda che due anni fa aveva separato le attività: da una parte Ferrarini spa, nella quale si concentra la produzione dei salumi anche attraverso il gruppo Vismara, dall’altra la Società Agricola Ferrarini, nella quale sono confluiti la produzione di aceto, vini e Parmigiano Reggiano. L’interesse dei fondi QuattroR e Italmobiliare riguarderebbe fino al 90% del solo ramo salumi. —

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