Servono 500 milioni per il consolidamento degli argini del Po
boretto. Un “progetto speciale” da oltre 500 milioni di euro per raddoppiare la sicurezza degli oltre mille chilometri di argini del Po: è la proposta emersa ieri a Ferrara dalla giornata di studio...
boretto. Un “progetto speciale” da oltre 500 milioni di euro per raddoppiare la sicurezza degli oltre mille chilometri di argini del Po: è la proposta emersa ieri a Ferrara dalla giornata di studio "Sistema arginale del fiume Po: progetti per la mitigazione del rischio alluvioni" svoltasi a Palazzo Roverella, in cui sono intervenuti Meuccio Berselli, segretario generale dell’Autorità di bacino distrettuale del fiume Po e Luigi Mille, direttore di Aipo. Insieme a loro, anche Francesco Balocco (presidente del Comitato di indirizzo Aipo), Paola Gazzolo (assessore regionale all’Ambiente), Pietro Foroni (assessore al Territorio della Regione Lombardia) e Angelo Borrelli (capo dipartimento della Protezione civile). Nel corso dell'iniziativa è stato presentato lo studio, frutto delle elaborazioni degli uffici tecnici dell'Autorità di bacino distrettuale del fiume Po e di Aipo, che ha esaminato dettagliatamente l'intero sistema arginale di 652 chilometri del Po, che dalla fonte del Monviso arriva fino al Delta in Adriatico. Un'opera pluricentenaria che da sempre ha svolto un ruolo essenziale di difesa idraulica dei territori e che necessita di attente e puntuali cure di manutenzione e consolidamento attraverso l'impiego delle più innovative metodologie d'intervento e in tempi utili.
«Di fronte alle conseguenze evidenti del cambiamento climatico – ha spiegato l’assessore regionale Gazzolo - per rendere le comunità sempre più resilienti è fondamentale l’adeguamento delle arginature del Po. L'obiettivo è raddoppiare i livelli di sicurezza perché possano rispondere anche a piene con tempi di ritorno di 200 anni. Per riuscirci serve un grande lavoro di approfondimento scientifico e conoscitivo: la Regione Emilia-Romagna è pronta a mettere a disposizione tutto il suo patrimonio conoscitivo e le migliori competenze di cui dispone. Serve però che anche il governo assuma la sicurezza delle comunità del Po come una priorità nazionale, stanziando le risorse necessarie per realizzare gli interventi». «È un momento importante per sancire l’unita di intenti tra Aipo e Autorità di bacino – ha sottolineato Mille – Auspichiamo la concretizzazione di nuove tecnologie per il monitoraggio e l’esplorazione di nuove tecniche per la realizzazione di arginature che resistano alla tracimazione». —
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