Reggio Emilia, via Paradisi tra droga, abusivismo e prostituzione: «Totale decadenza»
Le famiglie che abitano gli stabili vivono costantemente nell’insicurezza e a contatto con una vergognosa realtà
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REGGIO EMILIA. «Personaggi sconosciuti occupano a piacimento cantine e garage per dormirci, compiere attività illecite e portarci merci rubate. Queste attività sono sotto gli occhi di tutti i residenti a qualunque ora del giorno e della notte».
La prima persona che incontriamo davanti all’ingresso dei civici 12, 14 e 16 di via Paradisi, proprietario di uno dei garage, fa parte dei promotori dell’esposto presentato alle autorità competenti in data 29 giugno, da parte degli amministratori del condominio Antompaoli & Guareschi.
Subito ci conduce verso le cantine sotto lo stabile descrivendo la situazione che va avanti da anni: «Conviviamo tutti i giorni con il traffico di stupefacenti, la prostituzione che inizia già dalle 8 del mattino e l’occupazione abusiva di abitazioni e locali annessi».
Mentre elenca il degrado quotidiano, dice di fare piano perché potremmo svegliare una di queste persone che sta dormendo in uno dei locali proprio mentre attraversiamo il corridoio che conduce alle cantine. Ed è proprio per la paura di ritorsioni e minacce che lo stesso – come gli altri residenti – preferisce non farsi riprendere e non fornire le proprie generalità.
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L’uomo mostra poi i contatori della luce, spiegando che sono stati riparati dopo che, su segnalazione di una persona anziana residente che si è vista arrivare una bolletta più di tre volte superiore al normale, hanno trovato allacci abusivi fai-da-te attaccati ad altri contatori.
Per arrivare alla zona dei garage torniamo all’ingresso della palazzina dove sui muri esterni alcune scritte inneggiano alla prostituzione e la porta si presenta con i vetri rotti. «Qui di notte si spaccia liberamente e si possono trovare ancora delle siringhe per terra – dice indicando la zona antistante alcuni box chiusi – e la maggior parte dei garage sono occupati abusivamente, infatti di notte si possono notare le luci provenienti dall’interno di questi».
Un altro uomo si avvicina, il proprietario di uno degli appartamenti al civico 12 che vuole denunciare quello che vive quotidianamente.
«Sono stato minacciato da loschi individui quando ho richiesto l’intervento della polizia. Vicino al mio appartamento vive e lavora una donna cinese che ospita i suoi clienti e io mi trovo a subire il viavai di persone che vengono a usufruire di questi servizi. Purtroppo – dice sconsolato e preoccupato – la polizia, quando è intervenuta, invece di rivolgersi ai protettori della donna, si è rivolta contro di me affermando addirittura che “la prostituzione in Italia non è reato” e che avrei rischiato una denuncia per procurato allarme».
Ovviamente l’uomo si sente minacciato e vuole rimanere anonimo, anche se rientra fra i 126 residenti che hanno firmato l’esposto tramite gli amministratori.
Il clima che si respira fra i residenti, quelli che parlano, ma con l’assicurazione di non apparire in foto o di fornire le proprie generalità per paura di ritorsioni, è di seria preoccupazione, di tensione e paura, di sfinimento per una situazione dalla quale pare non si possa uscire.
«Dai balconi vediamo quello che succede, vediamo spacciare droga sotto le nostre finestre – interviene una giovane donna che ha acquistato casa nello stabile sei anni fa – Abbiamo subìto dei danni all’auto appena due sabati fa: da mezzanotte abbiamo sentito un rumoreggiare continuo finché, dopo alcune ore, abbiamo udito un colpo più forte, mio marito è sceso e si è ritrovato il parabrezza dell’auto in frantumi. Abbiamo chiamato i vigili, ma fino al giorno dopo non si è visto nessuno e quando sono venuti ci hanno detto che dalle telecamere installate nel cortile non si è visto niente».
Mentre ci si allontana notiamo una signora cinese a bordo strada in atteggiamenti inequivocabili, che probabilmente aspetta di agganciare qualche cliente. —
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