Gazzetta di Reggio

Reggio

La polemica sul decreto dignità dopo il discorso di insediamento del presidente di Unindustria al teatro Municipale

La prima uscita di Storchi è un caso nazionale I Cinque stelle: «Ci ha criticati a sproposito»

Enrico Lorenzo Tidona
La prima uscita di Storchi è un caso nazionale I Cinque stelle: «Ci ha criticati a sproposito»

Due giorni fa Fabio Storchi ha bocciato sonoramente la riforma del lavoro voluta da Luigi Di Maio e ieri i Cinque stelle reggiani sono partiti all’attacco, avvertendo che «chi non sfrutta...

4 MINUTI DI LETTURA





REGGIO EMILIA. Due giorni fa Fabio Storchi ha bocciato sonoramente la riforma del lavoro voluta da Luigi Di Maio e ieri i Cinque stelle reggiani sono partiti all’attacco, avvertendo che «chi non sfrutta i lavoratori giovani e meno giovani non ha nulla da temere dal “decreto dignità». Il neo presidente degli industriali reggiani ha fortemente criticato il metodo usato per il decreto («Non ci hanno nemmeno interpellati») così come il merito («Sbagliato smantellare il Jobs act che ha creato posti di lavoro»). Un affondo locale che ha un riverbero nazionale, essendo Storchi l’ex presidente di Federmeccanica dal 2013 al 2017, colui che nel 2016 ha portato a casa il rinnovo del contratto nazionale dei metalmeccanici, uno dei più rilevanti e complessi in Italia, deciso ora ad affilare le armi sindacali per scongiurare la riduzione della flessibilità sui contratti di lavoro.


A prendere la penna ieri per rispondere a Storchi sono stati i pesi massimi reggiani a livello nazionale del Movimento 5 stelle, la vice presidente della Camera Maria Edera Spadoni, il deputato Davide Zanichelli e la senatrice Maria Laura Mantovani: «Storchi ci ha criticati a sproposito» è l’incipit della lunga nota firmata dai pentastellati, che non manca di sottolineare: «Annotiamo che le critiche al “dl dignità” stanno arrivando dalle organizzazioni che rappresentano le grandi industrie come Confindustria, che ha sempre appoggiato gli ultimi governi da Renzi, Letta a Monti con i risultati che vediamo». Frase per ribadire la vicinanza tra Confindustria e il Pd e rimarcare la distanza tra i primi e il governo giallo-verde. Benzina sul fuoco delle polemiche, accese mercoledì pomeriggio da Storchi a margine dell’assemblea di Unindustria che lo ha incoronato presidente per la seconda volta dopo il mandato quadriennale 2002-2006: «Non riesco a capire come un governo dopo un mese, senza aver fatto un’ora di confronto con le imprese, possa modificare una legge sul lavoro mettendo in discussione un provvedimento come il Jobs act che in questi anni ha dimostrato di creare occupazione. Serve un confronto sereno» ha detto l’industriale, 70 anni di età e tanta esperienza, un peso massimo che riporta Reggio ai vertici della Confindustria nazionale.

I Cinque stelle puntano sulla lotta al precariato e alla veicolazione di questo che è il punto più forte. Proprio ieri il ministro del Lavoro Luigi Di Maio, ha annunciato nuovi provvedimenti come sgravi fiscali per le imprese e l’abbassamento del cuneo fiscale da applicare in maniera selettiva per ambiti di competenza. «Sempre in legge di bilancio - ricordano i tre parlamentari - andremo poi a ridurre il costo del lavoro, ha annunciato il ministro Di Maio criticato da Storchi. Tutti provvedimenti già previsti nel “Contratto di Governo del Cambiamento” tra Movimento 5 Stelle e Lega».

Lo stesso Matteo Salvini sembra però pendere per una rivisitazione di parte della riforma dei contratti, per non scontentare il popolo delle imprese, medie e piccole in primis, base elettorale del Carroccio al nord e sulle quali tornano però anche i 5 stelle: «Le piccole e medie imprese sanno che siamo al lavoro per ridurre la burocrazia e rendere meno pesanti per loro le buste paga - dicono i parlamentari - Chi non sfrutta i lavoratori giovani e meno giovani non ha nulla da temere dal “dl dignità”. D’altro canto è fondamentale ridurre la precarietà».

Storchi ha criticato soprattutto l’assenza della concertazione, della quale è un grande sostenitore, come ribadito con il piatto di cappelletti mangiato con Maurizio Landini della Fiom dopo la firma del contratto nazionale per le tute blu. «Non possiamo accettare il ricatto di chi dice o ci lasciate sfruttare i ragazzi ed i lavoratori in genere o non li assumiamo - precisano ora Spadoni e gli altri - Piccole e medie imprese e lavoratori sono alleati in questa battaglia per uno sviluppo innovativo, ambientalmente sostenibile che mette al centro la persona. Un percorso solo iniziato con il “dl dignità” e come tanti economisti come Leonardo Becchetti hanno elogiato».

La vice presidente della Camera, tra i fedelissimi di Di Maio, elenca poi gli obiettivi dichiarati del decreto, pensato per combattere contro le delocalizzazioni delle imprese dall’Italia «tutelando quindi il mantenimento della produttività e lavoro nel nostro Paese e punendo i “prenditori” cioè imprenditori che hanno ricevuto denaro pubblico e poi hanno lasciato l’Italia. Combatte il precariato perché inizia a smantellare le norme più assurde del Jobs Acts che ha creato solo più precariato spacciato come “più lavoro”. I lavoratori vanno tutelati e sono alleati con i piccoli imprenditori».

L’idea di fondo, che potrebbe incontrare anche il favore delle grandi aziende, riguarda poi lo smantellamento «di quelle norme burocratiche che soffocano artigiani, commercianti, imprenditori, liberi professionisti abolendo lo split payment per le partita Iva, disinnescando lo spesometro e disattivando il redditometro».

Resta infine in primo piano la lotta contro «la piaga dilagante dell’azzardo», vietando pubblicità e sponsorizzazioni. «Speriamo che Storchi abbia letto i dati allarmanti sulla diffusione di “azzardopoli” anche a Reggio Emilia, dove c’è una spesa media pro-capite di oltre 2.000 euro, inclusi quelli che non giocano mai, pari a oltre 870 milioni di euro nel 2017».

In chiusura la chiosa: «Ricordiamo il falso allarme lanciato da Confindustria in occasione del referendum del 2016: “Se vincerà il no crollerà l’economia e piomberemo in recessione”. Non è accaduto nulla di tutto ciò. È crollato solo Renzi». —

 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google