Gazzetta di Reggio

Reggio

la difesa di floro vito e sergio 

«Nel maxi-processo pregiudizi, aula vuota e pentiti primedonne»

AM.P.

REGGIO EMILIA. Un coinvolgimento della città che non c’è stato, l’equazione cutrese uguale mafioso e pentiti con manie di protagonismo. Nella sua frizzante arringa di ieri l’avvocato Giuseppe Migale...

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REGGIO EMILIA. Un coinvolgimento della città che non c’è stato, l’equazione cutrese uguale mafioso e pentiti con manie di protagonismo. Nella sua frizzante arringa di ieri l’avvocato Giuseppe Migale Ranieri, difensore di Antonio Floro Vito ed Eugenio Sergio – entrambi accusati di associazione a delinquere e di diversi reati fine – è tornato un refrain sentito più volte nell’aula bunker di Aemilia: il pregiudizio sui cutresi. «Ad essere messo alla gogna è stato un intero paese: Cutro. I cutresi negli anni dell’immigrazione hanno contribuito in modo grandioso alla crescita di Reggio, ma dopo il 2015 tutti sono saliti sul carro dei vincitori». Un altro effetto collaterale è stata la cassa di risonanza mediatica: «Un’aspettativa delusa perché, al di là delle associazioni che scrivono libri e organizzano convegni sul tema (una cosa mai vista), l’aula è rimasta vuota». Distorsivo anche rifarsi alle precedenti sentenze sulla cosca Grande Aracri (Edilpiovra, Pandora, Grande Drago) come se fossero influenti. Un sodalizio alquanto singolare, secondo il difensore, quello dipinto dai pentiti, in primis Antonio Valerio, che «si è autoproclamato in “statuto speciale”; se gli offrissero l’Oscar come miglior attore non protagonista lo rifiuterebbe, vuole sempre essere protagonista. Un gruppo senza un vertice, dove gli affiliati si fregano a vicenda. Dov’è l’intimidazione mafiosa?». Nel chiedere l’assoluzione dei suoi assistiti, il legale si è rivolto ai giudici: «Dovete avere il coraggio di fare una scelta impopolare». —

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