Reggio Emilia sperimenta il Taser l’arma che “spara” elettricità
La nostra è una delle undici città pilota indicate dal ministro dell’Interno Salvini Sarà in dotazione agli agenti di Polizia, ai Carabinieri e alla Guardia di Finanza
REGGIO EMILIA. L’unica certezza è che Reggio è una delle 11 città in cui si comincerà ad usare il Taser, la pistola elettrica capace di immobilizzare per qualche secondo un malintenzionato e facilitarne l’arresto. Non si sa, però, quando il dispositivo arriverà e quanti esemplari saranno forniti a Polizia di Stato, Carabinieri e Guardia di Finanza, le forze dell’ordine che il decreto firmato mercoledì autorizza a sperimentare.
Probabilmente nella nostra città non se ne conteranno più di uno o due. Infatti il ministero degli Interni prevede una dotazione iniziale di trenta Taser per le sei città pilota (Milano, Brindisi, Caserta, Catania, Padova e Reggio), già individuate da una circolare emanata dal ministro, Matteo Salvini, lo scorso 20 marzo e per le altre cinque (Napoli, Torino, Bologna, Firenze e Palermo) aggiunte due giorni fa all’elenco.
Il Taser, che è in dotazione alle forze di polizia di 107 Paesi compresi San Marino e il Vaticano, in Italia è ancora un oggetto misterioso, noto al grande pubblico soprattutto grazie ai telefilm americani. Gli Stati Uniti, in effetti, ne sono la culla. Il primo progetto, firmato da Jack Cover, risale al 1969, ma i modelli operativi sono stati prodotti dal 1998. Il nome Taser è l'acronimo di “Thomas A. Swift Electric Rifle”, cioè fucile elettrico di Thomas A. Swift, il protagonista di romanzi e fumetti di fantascienza pubblicati dal lontano 1910.
Quest’arma di difesa, definita “non letale”, deriva dall’evoluzione dei manganelli elettrici e dalle analoghe fruste usate per il bestiame. È detta anche storditore. Grazie a una batteria da 7,2 volt produce una scarica ad alto voltaggio (circa 50mila volt) e basso amperaggio (6 milliampère) capace di paralizzare per qualche secondo i muscoli dell’aggressore facendolo cadere a terra. Quando viene azionato, proietta due piccoli dardi con traiettorie non parallele in modo da aumentare la distanza tra i due, dato che l’efficacia aumenta quanto più i dardi sono distanti tra loro. I dardi sono collegati tramite fili elettrici al resto del dispositivo, che produce una scarica ad alta tensione e bassa intensità di corrente, rilasciata in brevi impulsi. Entrambi i dardi devono colpire il bersaglio ma non è necessario che attraversino i vestiti.
Chi aziona l’arma non ne subisce l’effetto, poiché l’elettricità passa solo per il percorso più breve che unisce i due dardi. Il Taser permette di immobilizzare persone violente senza dover ricorrere ad armi da sparo, con le tragiche conseguenze che si sono viste, ad esempio, nel caso di Jefferson Tomalà, il ventenne ecuadoriano ucciso il mese scorso a Genova dalla polizia nel corso di un trattamento sanitario obbligatorio. La ditta costruttrice americana, Axon, ne assicura l’innocuità, mentre Amnesty International denuncia da tempo migliaia di decessi provocati dal suo uso su persone fragili. In Italia sarà adottato un modello con minore carica elettrica. La vendita ai privati non è ammessa, ma ne abbonda l’offerta online.
«Dalle parole ai fatti. Con la pistola elettrica più protezione e più sicurezza nel lavoro delle nostre Forze dell’ordine». Lo ha scritto su Facebook il ministro dell’Interno Matteo Salvini, commentando l’avvio della sperimentazione. —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
