“Arancia meccanica” in strada: due coniugi pestati a sangue
Aggrediti a Carpi da un uomo e una donna che viaggiavano su una Clio. Il giorno precedente l’auto ha provocato un incidente a Rio Saliceto ed è fuggita
RIO SALICETO. Un’aggressione e un incidente stradale collegati a quella che sembrerebbe essere la stessa automobile, una Renault Clio grigia.
Martedì sera, intorno alle 19.40, una Clio grigia che procedeva a grande velocità in via San Lodovico, a Rio Saliceto, ha sorpassato una bicicletta invadendo l’altra corsia e andando a urtare contro le due vetture che stavano provenendo dalla direzione opposta. «Sulla prima macchina che veniva da Rio Saliceto – racconta Massimo Zaccarelli – c’erano i miei genitori. Questa Renault grigia ha preso in pieno lo specchietto di mio padre, facendogli scoppiare il finestrino lato guida. La Renault, a sua volta, ha perso lo specchietto che è finito addosso alla macchina che seguiva quella dei miei genitori. La Clio è poi scappata ad alta velocità, chi sapesse qualcosa in merito può lasciare un messaggio, per avvisare le forze dell’ordine a cui è già stata fatta denuncia».
Un’aggressione brutale stile “Arancia meccanica”, invece, è avvenuta nella tarda serata di mercoledì a Carpi, ai danni di una coppia che stava percorrendo la rotonda che porta a Santa Croce, all’altezza del Caseificio San Giorgio. Benedetto Galeone, 53 anni, e Rosamaria, 49, erano a bordo della propria auto quando una Renault Clio grigia li ha superati e ha tagliato loro la strada. A quel punto il conducente della Clio e la compagna sono scesi dall’auto e li hanno presi a pugni. Un assalto inquietante, finito con la corsa al pronto soccorso del Ramazzini. Lì i due coniugi sono stati vegliati dal figlio Nicolas.
«I miei genitori hanno rischiato la vita per colpa di un malato sicuramente ubriaco e della sua compagna – racconta Nicolas – I due aggressori, a bordo di una Renault Clio grigia vecchio modello, hanno avuto il coraggio, dopo aver tagliato la strada ai miei, di scendere e prendere a pugni sia mio padre sia mia madre. Abbiamo passato tutta la notte al pronto soccorso. La prognosi è stata di 15 e 20 giorni. Abbiamo sporto anche la denuncia ai carabinieri della Compagnia di Carpi».
«Penso di aver passato una delle notti più brutte della mia vita – prosegue il giovane –. Adesso non sono qui né a piangere né a farmi compatire, ma voglio solo che sappiate quanta brutta gente c’è al mondo e quanto poco ci voglia per rovinare una famiglia. Adesso stiamo “bene” e ringrazio tutti quelli che ci sono stati vicini in queste ore».
«Se ci sono testimoni si facciano avanti e non abbiano paura – continua Nicolas –. Voglio che quei due paghino per il male che hanno fatto. Mi rivolgo a quell’uomo adesso, se si può definire tale, che si faccia un esame di coscienza e si costituisca». —
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