Dai conti correnti sparisce un milione e mezzo
Castelnovo Monti: filiale Unicredit sotto la lente degli inquirenti dopo la segnalazione di movimenti sospetti da parte di alcuni correntisti
CASTELNOVO MONTI . Quella che nei giorni scorsi era una voce che circolava in paese, ma senza conferme, ora si sta accreditando come un nuovo episodio che riguarda alcuni risparmiatori, e che a molti ha ricordato quanto avvenuto nel 2015 con le polizze fantasma Ina Assitalia, con la “sparizione” di fondi da alcuni conti.
Il condizionale nella vicenda resta d’obbligo, e il parallelo con la vicenda assicurativa rimane un puro legame mentale che al momento non ha fondamento, ma fonti vicine agli ambienti inquirenti confermano che le voci che circolano da giorni appaiono fondate.
NERVOSISMO IN FILIALE. Teatro degli ammanchi la storica filiale Unicredit di Castelnovo: nei giorni scorsi alcuni correntisti avrebbero chiesto informazioni su movimenti che non riconoscevano, notando quelli che ritenevano ammanchi. Lunedì e martedì si sono recati agli sportelli, e proprio i toni concitati e nervosi usati all’interno della filiale, durante orari di apertura, avrebbero poi dato origine alle voci che in queste ore starebbero trovando conferma investigativa.
MOVIMENTI SOSPETTI. Sotto la lente d’ingrandimento è finito l’operato di una dipendente della banca: a segnalare i movimenti sospetti sarebbe stato un altro dipendente dello stesso istituto di credito, che avrebbe contattato e informato, mettendoli in allerta, alcuni correntisti.
Tutto da capire se si tratti di una distrazione di fondi dirottati verso un utilizzo privato (si parla di bonifici firmati a suo favore), oppure di investimenti, consapevoli o più facilmente non adeguatamente spiegati ai correntisti, poi andati male.
LE INDAGINI. Gli elementi da chiarire sono ancora numerosi, ma riguardano comunque quattro o cinque correntisti, per un ammontare di fondi “mancanti” attorno al milione e mezzo di euro. Gli inquirenti sono al lavoro per arrivare a chiarire se siano ravvisabili o meno elementi di truffa nelle operazioni condotte dalla dipendente della filiale bancaria castelnovese. Nel frattempo, Unicredit avrebbe provveduto a sostituire parte del personale che opera nella filiale.
PRECEDENTI. Al di là del precedente Ina Assitalia, l’altro caso che viene alla mente è quello avvenuto nel 2005 all’agenzia Unicredit di via Gattalupa a Reggio Emilia, quando la direttrice fu accusata di movimentazioni bancarie non autorizzate per 90 milioni di euro. In quella occasione la Consob, la Commissione nazionale per le società e la Borsa, che vigila su ogni promoter, applicò ad Unicredit, come responsabile in solido, e alla dipendente della banca stessa, due sanzioni amministrative da 80mila euro ciascuna per l’avvenuta violazione da parte della dipendente dei doveri di diligenza, correttezza e trasparenza nella prestazione dei servizi di investimento. In questo caso si parla di cifre decisamente inferiori, ma bisogna considerare che il milione e mezzo di euro di ammanchi finora rilevati sarebbe spalmato su pochi correntisti. —
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