Gazzetta di Reggio

Reggio

collina flagellata 

Danni ingenti per i vigneti «Persa la metà del raccolto»

ADR.AR.

Anche i campi coltivati a cereali ed erba medica sono stati colpiti dal maltempo La Cia sta pensando di chiedere lo stato di calamità

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SCANDIANO . Un rischio pesante per metà della produzione vinicola reggiana più qualitativa e tanti possibili disagi invernali per gli allevatori. Le tempeste di queste giorni potrebbero aver segnato fortemente il settore agricolo reggiano e soprattutto l’area pedecollinare. Ad avvisare del pericolo è la Cia Agricoltori Italiani, una delle principali realtà reggiane di categoria.

COLLINA MARTORIATA. Questa settimana di bufera, grandine e sradicamenti ha danneggiato la prima collina a sud della via Emilia, da San Polo, nella vallata dell’Enza, sino a Casalgrande e Salvaterra sul Secchia, toccando anche il confine cittadino (Canali, Rivalta, Coviolo, San Bartolomeo) così come Albinea, Scandiano e Quattro Castella. Nessuno si è salvato.

VIGNETI . La ferita principale è per i vigneti, oltretutto nella zona da cui provengono gran parte delle uva usate per le bottiglie reggiane di prima fascia. I primi bilanci sono cupi: «Le prime valutazioni degli agricoltori danneggiati impegnati ora a trattare i vigneti stessi con prodotti “curativi” per salvare il salvabile sono nell’ordine del 40-50% della potenziale produzione», spiega il responsabile della zona Cia di Reggio Emilia Francesco Zambonini.

Un dato elevatissimo, che potrebbe mettere a rischio l’annata. E confermato anche dal referente della zona collinare Andrea Bernardi.

CAMPI. Il problema non è solo per i vigneti, ma anche per il fieno, e quindi per gli allevamenti bovini, oltre che per i cereali. I campi di erba medica e i frumenti nell’area collinare sono stati “spianati” dalla forza delle precipitazioni, e le continue piogge degli ultimi mesi hanno rallentato enormemente le trebbiature. In alcune aree deve essere ancora terminato il primo giro di trebbiatura, e molta erba, a causa dell’umidità, rischia pure di marcire. Le scorte di fieno autoprodotto potrebbero essere basse e tanti allevatori in inverno potrebbero essere quindi costretti ad acquistare esternamente i foraggi, con i costi del caso.

REAZIONI. Il mondo agricolo è già al lavoro per cercare un argine, assicurativo e sul campo. «Effettuati i necessari trattamenti ai vigneti, gli agricoltori colpiti devono rivolgersi alle proprie assicurazioni, in primo luogo per una verifica burocratica sul Pai, il Piano assicurativo individuale, che risulti aggiornato; quindi dovranno procedere ad aprire la pratica per il danno», spiega sempre la Cia.

«Siamo in contatto con la Provincia per valutare l’eventuale apertura dello stato di calamità», annuncia poi il responsabile della val d’Enza Antonio. —

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